Un nuovo album dei Dream Theater, e con “Parasomia” siamo a sedici, non è mai semplicemente un disco nuovo. Stiamo parlando pur sempre di una band che ha generato un modo inedito di fare musica metal. Infatti sin dall’esordio “When Dream And Day Unite” del 1989, la band infranse gli argini misurandosi con il metal prog, certamente già abbozzato da altri, ma che i Dream Theater hanno reso UN “genere”, di cui ancora oggi ne sono i massimi depositari.
Naturalmente l’attesa dei fan si è concentrata sul ritorno dietro la batteria di Mike Portnoy, sostituito per oltre un decennio da un gigante come Mike Mangini, trattato da molti fan – vergognosamente aggiungo io – alla stregua di un danno irreparabile. Personalmente non noto tante differenze, ma il mio non è l’orecchio di un tecnico, colgo alcune sfumature che probabilmente sono caratteristiche solo di Portnoy, per esempio il tambureggiare a rimbalzo della conclusiva, e splendida, “The Shadow Man Incident”, è un marchio di fabbrica del figliol prodigo. Ma tutto funziona perché il pezzo, una sorta di suite di quasi venti minuti, è scritto con incastri perfetti e il contestato James LaBrie, offre una delle prestazioni vocali migliori dell’album.
Ed è proprio LaBrie, il musicista dei cinque, che trova il riscatto in queste otto tracce, per un totale che supera i 70 minuti. Infatti il vocalist canadese, pur lontano dagli anni migliori, calibra con attenzione le scelte, evitando continue forzature e limitando il campo di applicazione ad un registrato medio, concedendosi alcuni sviluppi più impegnativi, solo in certuni momenti. Una mossa che potrebbe garantirgli una maggior tenuta anche in concerto.
Il disco è prodotto, come succede da tre lustri, in modo impeccabile da John Petrucci, ed è proprio il chitarrista l’asse su cui viene edificato tutto il disco, con un contributo alle tastiere di Jordan Rudess, meno eccessivo del recente passato. Il disco affronta il tema della parasonnia (Cit. “Alzarsi nel bel mezzo della notte e iniziare a vagare in uno stato di incoscienza, urlare di terrore, tirare calci e pugni, con il rischio di fare male a sé stessi e agli altri”) e pur non essendo un concept lineare, i pezzi affrontano i disturbi di questa patologia. L’iniziale “In The Arms of Morpheus” è la sintesi del disco, ampio spazio agli strumenti e sonorità cupe, ma non necessariamente oscure, che si aprono improvvisamente a melodie meravigliose, come dimostra la meno complessa “Night Terror”. Con “A Broken Man” si torna alla parte più aggressiva del five-piece, sfiorando il suono di “Train of Thought” (2003), l’album più violento e cupo della band, anche se un intermezzo centrale dal sapore metal jazz, spezza la pesantezza. Gli undici minuti di “Dead Asleep”, dove giganteggiano Rudess e Petrucci, mettono in evidenza la capacità dei Dream Theater di conciliare tecnica e melodia. Bello il finale con un’indovinata linea melodica di LaBrie, che accarezza parti corali da opera lirica. “Midnight Messiah” è il classico metal thrash prog, che ha definito il suono dei Theater in tutto il mondo. Dopo la breve “Are We Dreaming’”, un arpeggio introduce “Bend The Clock”, con il sussurro di LaBrie che si fa poesia e poi romanticismo, per uno dei pezzi, sorta di ballata geometrica, più suggestivi e belli mai scritti dalla band newyorkese.
Forse i Dream Theater non ci regalano più lo stupore degli anni migliori – d’altronde hanno definito, coniato e sigillato un nuovo genere che altro chiedergli? – ma “Parasomnia” è una dimostrazione enorme di tecnica e classe, da parte di una band che, pur scalfita dal tempo, è ancora sul vertice della piramide del suono da loro stessi creato. Il teatro del sogno è ancora aperto!

I Dream Theater sono uno di quei gruppi che hanno sempre trovato sia amore incondizionato quanto critiche feroci, dividendo semplici appassionati e addetti ai lavori.
Vero è che i detrattori ancora oggi non perdonano niente alla grande band statunitense benché, dopo qualche anno di oggettivo appannamento, negli ultimi lavori siano tornati a suonare e creare ottimo metallo progressivo con “Distance Over Time” e il precedente “A View From The Top Of The World”.
Il nuovo album si intitola “Parasomnia” ed è caratterizzato dal ritorno di Mike Portnoy dietro le pelli, dopo che le strade si erano divise un anno dopo l’uscita di “Black Clouds & Silver Linnings” nel 2010.
Questo nuovo ed atteso lavoro non deluderà affatto gli amanti dei “Theater”, così come non servirà a far cambiare idea ai detrattori della band, grazie ad un approccio aspro ed oscuro, tecnicissimo e metallaro fino al midollo all’interno di un concept dalle atmosfere tenebrose e nervose.
Si tratta di un album notturno, pregno di incubi e tensioni che derivano dalla malattia del sonno, come se il quintetto statunitense per festeggiare i quarant’anni di attività avesse scelto di esagerare dal punto di vista della potenza e delle atmosfere derivanti dal terrore e dall’inquietudine che la notte porta con sé.
Dal punto di vista esecutivo è superfluo ribadire la bravura dei musicisti con un Rudess superlativo, ma è sotto l’aspetto compositivo che il gruppo dà ancora una volta prova di essere capofila del genere, progenitore quarantenne di chiunque si metta alla prova con il metal progressivo.
Molto vicino a mio parere (almeno sotto l’aspetto atmosferico) al bellissimo e sottovalutato “Train Of Thoughts”, “Parasomnia” scorre tra una “Night Terror” e una lunghissima ma assolutamente sopra le righe “The Shadow Man Incident”, traccia che conclude con uno spettacolo di fuochi d’artificio progressivi questo ottimo ritorno.
Che piaccia o meno i Dream Theater sono tornati alla grande. (Alberto Centenari)
- John Petrucci: chitarra, cori (1985-presente)
- John Myung: basso (1985-presente)
- Mike Portnoy: batteria, percussioni, voce (1985-2010, 2023-presente)
- James LaBrie: voce solista (1991-presente)
- Jordan Rudess: tastiera, keytar, continuum (1999-presente)
DREAM THEATER – 40th Anniversary Tour (concerti italiani)
- 30 giugno 2025 – Marostica (VI), Piazza Castello – Marostica Summer Festival Volksbank
- 1° luglio 2025 – Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival
- 2 luglio 2025 – Pompei (NA), Anfiteatro Degli Scavi
- 4 luglio 2025 – Taormina (ME), Teatro Antico