Il volo in partenza per l’olimpo del rock è pronto al decollo, allacciate le cinture, trattenete il respiro e via, si parte destinazione Luna!
Tornano i geniali The Night Flight Orchestra, creatura nata dalle menti di quel fenomeno al microfono che al secolo fa Bjorn “Speed” (per chi non lo sapesse frontman degli storici melodic death metallers Soilwork) e del bassista Sharlee D’Angelo, oggi sempre in forza agli Arch Enemy ma dal curriculum da far impallidire tre quarti dell’attuale scena estrema mondiale.
Entrambi svedesi, entrambi figli del metallo, eppure ancora pronti per farci sognare di arene rock anni settanta/ottanta, maggiorate a danzare ai bordi di palchi incendiati da mille diavolerie luccicanti e quella voglia di divertirsi ad un concerto che sembra ormai persa per sempre.
Diciamolo: ormai l’effetto sorpresa è andato, gli spettacolari esordi che tanto fecero parlare appassionati e scrivere gli addetti ai lavori archiviati (il clamoroso debutto “Internal Affairs”, uscito nel 2012, e i seguenti “Skyline Whispers” e “Amber Galactic”), ma i The Night Flight Orchestra continuano a regalarci grande musica sotto forma di un rock che parla al cuore, pregno di Aor che amoreggia con la pop music e il soul e trasforma il sound in un qualcosa di vicino a quello suonato dai magnifici Cats In Space, anche se il rock dei maestri inglesi è meno danzereccio e più progressivo.
Oggi nel gruppo troviamo, oltre ai due incontrastati leader, Sebastian Forlund alle chitarre e percussioni, Rasmus Ehrnborn alle chitarre, John Lönnmyr alle tastiere, Jonas Källsbäck alla batteria e le hostess Asa Lundman e Anna Brygard ai cori.
L’aereo verso la Luna è decollato, i ritmi si fanno subito ariosi, Strid è il mattatore, ancora una volta perfetto nella veste di rockstar in arrivo direttamente dagli anni settanta e ottanta, lo spazio temporale lascia i nostri anni per entrare nella coltre di nubi che diradate ci lasciano davanti all’entrata dello Studio54.
L’album vive di emozioni serene, l’ascolto così come la creazione è puro divertimento e si sente ad ogni passaggio fin dalla prima e orecchiabilissima “Stratus” per passare a “Give Us The Moon” (il brano), perfetto singolo che riassume tutte le buone sensazioni descritte sopra.
Ogni album dei The Night Flight Orchestra” è un tuffo nel passato più luccicante ed irriverente del rock melodico, premete il tasto play e lasciatevi andare, di questi tempi ne abbiamo bisogno tutti.
