I Delta Generators non si possono certo considerare dei novellini, in quanto giungono oggi al quinto album in studio dal 2008; il gruppo bostoniano è composto da musicisti dal curriculum infinito che ne alza non solo il credito ma pure la qualità della proposta.
Il loro rock blues personale ed irresistibile ha nell’amalgama di vari stili il proprio punto di forza, oltre ad un uso sapiente dell’armonica e a una scrittura fresca che conferisce ai brani quel tocco melodico che definire radiofonico non è sicuramente un’eresia.
Il primo album del gruppo “Devilintherhythm”, uscito nel 2008, aveva gettato le basi per lo splendido secondo album “Hard River To Row” che all’epoca dell’uscita (2010) riuscì a fare breccia non solo negli appassionati, ma soprattutto nella critica.
Oggi, dopo quasi quindici anni, altri due album in studio e un live (oltre al cambio importante del frontman), i Delta Generators tornano con “The Lost Years”; Craig Rawding così non è più della partita, sostituito egregiamente dal fenomenale Brian Templeton, bluesman da un altro pianeta per impatto sui brani ed una voce che passa con facilità imbarazzante dai toni grezzi e vissuti del blues a un più malinconico approccio southern/roots.
L’armonica come già scritto è di fondamentale importanza nel sound del gruppo di Boston, meravigliosamente protagonista in “Inside Your Blue” e “You Are My Sunshine”, ma è nei nove epici e granitici minuti del capolavoro “The Devil Gun” che la band fa gara a parte nella sempre più spettacolare scena rock blues a stelle e strisce. Imperdibile.
