In oltre tre decenni di storia i californiani non hanno mai tradito il loro credo: solo inni (pop) punk suonati sempre come se domani ci fosse la fine del mondo e il resto chiedetelo ad altri. Divertimento, energia, velocità e quei refrain, diomio quei ritornelli, che ti frantumano il cervello e continuai a cantarli anche quando chiudi gli occhi e vorresti dormire.

É cambiato qualcosa in tanti anni? Neppure una virgola e di questo dobbiamo ringraziare questi oramai ex ragazzi di quasi sessanta anni che una volta facevano la fame e da tempo sono ricchi sfondati. É una colpa arricchirsi con il rock? Non mi risulta, soprattutto se, sotto la guida del produttore e vecchio marpione dello studio Bob Rock, scrivi ancora instant classic come “Make It All Right” e “Ok, But This Is The Last Time” o spingi sull’acceleratore con riff da formula 1 come “Truth In Fiction” e “Get Some”. E in “Come To Brazil” giocano pure a fare i Metallica, fino a quando non arriva l’ugola sfrontata di Bryan “Dexter” Holland e rimette le cose a posto. Il secondo singolo “Light It Up” non mi aveva convinto, per fortuna ho deciso di ascoltarlo lo stesso. Ed eccomi qui felice e contento!

Niente male per una band che ha messo a posto i conti della Concord Records una label che nel 1972 era nata con l’intento di cercare nuovi talenti jazz. Un altro scherzetto di questi eterni ragazzi!