Chitarrista veronese innamorato degli anni ’80, ma con molteplici esperienze sulle spalle, Roberto Vanni si gradua nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles e riceve la Nomination come “Outstanding Stylist Student”. Al G.I.T. ha possibilità di seguire lezioni con Scott Henderson, Jennifer Batten, Paul Gilbert, Brett Garsed, T.J. Helmerich, Carl Verheyen e molti altri. Parte così una carriera ricca di soddisfazioni, che trovate alla fine dell’intervista. Noi ci teniamo a dire che ha incontrato e stretto amicizia con numerosi musicisti professionisti famosi, soprattutto con Steve Lukather dei Toto. naturalmente è un collezionista di dischi, al punto che con il figlio David Lee (vi dice niente il nome?, nda), anch’egli (poli)strumentista di incredibile talento, nonostante la giovane età, ha aperto un canale YouTube, il “VannisVinylVault“ dove padre e figlio raccontano i loro acquisti, girovagando tra mercatini e negozi, alla ricerca di vinili e CD e dove invitano ospiti con cui conversano dell’amore condiviso per la musica rock. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso di ascoltatore e tanto altro. Ecco a voi: Roby “guitarboy” Vanni!!

Quando hai scoperto l’amore per la musica?
Molto presto, avevo 6 anni e ho visto alla Upim una parete piena di copie di “Dynasty” dei KISS, pregai mia mamma di comprarmelo… era il 1979. Nei due anni successivi i miei mi regalarono altri dischi dei KISS,” Alive” e “Alive II” erano costantemente nel giradischi di mio babbo…. Poi nel 1981 scoprii i Van Halen ospiti a Discoring l’inserto musicale che stava dentro Domenica In e da allora la mia vita cambiò e la chitarra divenne il mio desiderio!!
Il desiderio di suonare quando nasce? Hai un ricordo particolare da regalarci?
Come dicevo prima, i Van Halen furono molto significativi per prendere l’ispirazione, dopo Ace che era il mio Kiss preferito, ascoltando Edward capii che c’era qualcosa di particolare e insolito che anche un ragazzino poteva comprendere. Quando scoprii i VH mi catapultai interamente nella discografia che era disponibile all’epoca (i primi 4 album) e il primo che mi fu regalato fu proprio il disco di esordio in cassetta, comprato da un venditore ambulante al mercato rionale. Quando ho sentito e i clacson rallentati che portano a “Runnin’ with the Devil” e poi la partenza del pezzo mi mandò letteralmente fuori di testa… poi arrivò “Eruption” ed è stato un big bang musical. Recuperai con mance e regali su commissione i primi 4 dischi in vinile. Rubai una chitarra classica da mia zia e cercai di mimare con scarsi risultati quello che sentivo, tutto partì così.
Il primo disco che rammenti di aver acquistato con i tuoi soldi?
Se non vado errato fu “The Number Of The Beast”, con la mance, diciamo che mettevo tutto via per comprarmi dischi quindi diciamo dal 1982 in poi mi gestivo i soldi per andare nei negozi. Ancora oggi compro (tanti) dischi, cd nuovi ed usati.
Il tuo musicista/cantante preferito? E perché?
Come già detto sopra Edward ed i Van Halen,e dopo le motivazioni, ti parlerò delle emozioni che dava, e mi da ancora la sua/loro musica, il senso della voglia di vivere, ribellione giovanile, messaggi positivi e lo stato d’animo che, anche nei momenti bui di ogni adolescente tirava su il morale. Chiudi gli occhi e ti ritrovi su una Corvette decapottabile sul Sunset Boulevard con la top model del momento. Ci fantasticavo parecchio. (Non sei l’unico, nda).

I gruppi/artisti che ami di più, a cui perdoni anche i passi falsi.
Andrei sempre con le band preferite… nel 1983 quando uscì “Lick it Up” dei Kiss rimasi deluso non per il disco ma perché si erano tolti il trucco, in qualche modo si era persa la magia, ma anche deluso per non aver visto Peter ed Ace senza trucco… ah ah ah, avevo 10 anni… “VH 3” di Eddie e soci fu parecchio deludente, ma alla fine ci sta e tutto sommato lo ascolto. Deludenti in tempi recenti sono stati anche gli ultimi album di Ozzy, ma ad Ozzy si perdonava tutto. Deludenti furono tutti i dischi di band glma, hair e street che cercarono di replicare il sound di Seattle negli anni ’90 su tutti Dokken, Exteme, Danger Danger etc. Poi direi… tutti perdonati. Ah ah ah!!
Un regalo ai nostri lettori: una band del passato per te ingiustamente poco conosciuta e una nata in questo millennio, anche famosa, che ami.
Ce ne sono parecchie direi nel passato avrebbero meritato più King’s X, T-Ride, la band chiamata Vai (Steve Vai, Devin Townsend) e parecchi altri. La musica più recente che mi ha entusiasmato è stata quella dei Nine Inch Nails e poco altro. Diciamo che ad un certo punto ho iniziato ad esplorare anche musica di altri generi. Ultimamente ho trovato interessanti gli Haken e i Gojira.
Tre concerti che porti nel cuore. E uno che ti ha deluso.
Van Halen, David Lee Roth con Steve Vai e Paul McCartney così di getto, deluso dall’ultimo concerto degli Aerosmith a Firenze Rocks, scaletta e performance sotto la media… Li ho sempre visti al top dal 1989 in poi, a Firenze no.
Tre dischi in cui hai suonato/cantato, che dobbiamo ascoltare per forza e perché?
Per quello che è la mia influenza sicuramente il mio disco più rappresentativo e quello che è uscito a mio nome, è stato disponibile di iTunes ho caricato dei clip su youtube, poi sicuramente “Over The Edge” di Mickey Thomas con il quale ho avuto l’onore di dividere le parti di chitarra con dei miei idoli, Neal Schon, Richie Kotzen e Steve Lukather con il quale sono diventato amico (insieme a Eddie il mio chitarrista preferito). Il disco che ho fatto con James Christian dove mi fu chiesto esplicitamente di essere me stesso, anche perché ho sempre amato gli House Of Lords. Trovi qui sotto la lista dei dischi su cui ho suonato.

Il momento più emozionante che hai vissuto sul palco?
Senza alcun dubbio suonare con mio figlio! Giù dal palco conoscere Ringo Starr, presentatomi da Lukather nel backstage al concerto della All Starr Band.
Ci consigli un paio di libri e/o biografie musicali che hai apprezzato e che dobbiamo leggere anche noi.
“The Gospel According tu Luke” di Steve Lukather (solo in lingua inglese), “No Regrets” di Ace Frehley, L’autobiografia di Frank Zappa, poi anche se sicuramente molto romanzato “The Dirt” dei Mötley Crüe.
Cosa rispondi a chi afferma che il rock è morto?
Il rock non è morto, ma sicuramente è molto malato, ancora oggi possiamo ascoltare la musica del 1700 c’è chi adora ancora il dixieland e ci sarà sempre chi ascolterà rock fino alla tomba. Il rock non è morto ma non soffre di buona salute, trovo sia un mal comune in tutta la musica. Pochi giovani si avvicinano e imparano a suonare uno strumento, questo in tutti i generi. Se non ci sarà ricambio generazionale temo che si andrà lentamente all’estinzione, ma fortunatamente rimarranno i dischi da ascoltare. La speranza c’è, vedo sempre ai concerti parecchi ragazzi giovani e che nella maggior parte suonano, ascoltano la musica che abbiamo vissuto noi e in molto casi è ancora fonte di ispirazione.
Come vorresti essere ricordato come artista?
Non mi sono mai posto la domanda, sicuramente avendo insegnato a suonare la chitarra a centinaia di ragazzi (e lo ancora lo faccio), spero di aver lasciato un bel ricordo del mio modo di concepire il tutto, prima di suonare bisogna amare la musica e appassionarsi a essa, perché quello che ti da è impagabile. Poi arriva tutto il resto.

In famiglia c’è un erede prestigioso, tuo figlio David Lee. Raccontaci qualcosa di lui…
David ha iniziato il suo percorso da bambino, se non ricordo male aveva 3 anni quando ha scoperto i Kiss… stavo guardando un DVD e mi disse che gli piacevano. Lo portai a vederli che aveva 4 anni.. poi ovviamente si è appassionato a tutte le band che ho ascoltato da sempre. In casa mia c’è uno stereo che va sempre. Diciamo che pur essendo multi strumentista la batteria è il suo strumento principale e il merito va a Peter Criss. Mi piace perché come me si è avvicinato ad altri generi, ora ha 20 anni ed è nella fase Steely Dan, David Foster, Jay Greydon etc. Pur essendo giovane ha già girato e gira l’Europa suonando un po’ ovunque, diciamo che il suo ingresso nei Symphonika ha significato molto in quanto è una produzione professionale come quelle più note. Ha avuto apprezzamenti da parte di Tommy Lee, Greg Bissonette, Steve Lukather, Nuno Bettencourt, gli Steel Panther e pure da Eros Ramazzotti, sicuramente una bella soddisfazione per un ragazzo giovane. I social oggi, se usati a scopo artistico ti danno la possibilità di essere notato e lui ne fa buon uso. Andiamo attualmente insieme a quasi tutti i concerti
E con David Lee appunto hai un canale YouTube “VannisVinylVault” che sta funzionando molto bene. Ci spieghi come è nata l’idea, cosa fate nel dettaglio e come la portate avanti?
Naque nel peiodo di Lock Down in forma embrionale su Facebook, tutti i miei colleghi facevano video dove suonavano, io pensai di fare diversamente anche per rendergli divertente quel brutto periodo… poi ovviamente suonavamo per tenerci in forma. Poi abbiamo pensato di farlo su YouTube. A parte gli acquisti del mese, recensioni dischi e concerti proponiamo le biografie della varie band e altri contenuti attinenti al mondo Hard’n’Heavy e anche qualcos’altro. Fatto per pura passione non da youtuber, abbiamo superato i 4000 iscritti, per una cosa nata per gioco siamo più che soddisfatti! E poi ci divertiamo parecchio.

Una risposta non scontata sarebbe gradita: per te cos’è la musica?
A livello fisico è il suono derivato dallo spostamento d’aria prodotto dalle onde sonore. Ma per come la vedo è qualcosa di impalpabile una vibrazione che è sempre con te anche quando sotto la doccia. E’ un linguaggio universale, in qualsiasi parte del mondo leggi uno spartito allo stesso modo pure parlando lingue diverse. Emozioni che ti gioire, ridere, piangere, riflettere la più antica delle arti di intrattenimento. Puoi associarla ai ricordi della tua vita, belli e brutti ed è una medicina per l’anima. Non riuscirei a concepire una vita senza di essa!!
Grazie Roberto per questa bellissima intervista, è stato un vero piacere ascoltarti. E… W LA MUSICA!!
Il canale YouTube VannisVinylVault: https://www.youtube.com/@vannisvinylvault1037
La pagina Facebook di Roby Vanni: https://www.facebook.com/roby.vanni
La pagina Facebook di David Lee Vanni: https://www.facebook.com/profile.php?id=100084463513117
Biografia:
Roberto Vanni inizia la carriera musicale nella seconda metà degli anni Ottanta. Nel 1994 si trasferisce a Los Angeles per frequentare il G.I.T. (Guitar Institute Of Technology) presso il Musicians Institute di Hollywood in California. Si gradua nel 1995 e riceve la Nomination come “Outstanding Stylist Student”. Al G.I.T. ha possibilità di seguire lezioni con Scott Henderson, Jennifer Batten, Paul Gilbert, Brett Garsed, T.J. Helmerich, Carl Verheyen e molti altri.
Nel 1998 torna nell’area di Los Angeles per suonare con svariate bands e per tenere alcuni “Open Counseling” presso il GIT riguardanti le tecniche moderne. Tornato in Italia inizia a lavorare professionalmente Live con Fire Warning (Van Halen Tribute), Diapasonband (Vasco Rossi Tribute) dove collabora direttamente con i musicisti di VascoRossi (Claudio Golinelli, Alberto Rocchetti, Clara Moroni e Frank Nemola) e con gli Osmosi (progetto di brani originali). Ha lavorato e collabora con il produttore di Los Angeles FABRIZIO V.ZEE GROSSI (Steve Vai, Laura Pausini, Cypress Hill, Steve Lukather etc). con Grossi partecipa e registra i seguenti progetti: OVER THE EDGE Feat. MICKEY THOMAS (Starship & Jefferson Starship) dove divide le sue parti di chitarra con RICHIE KOTZEN, STEVE LUKATHER e NEAL SCHON. Registra sempre nel 2004 con JAMES CHRISTIAN (House Of Lords) e poi con TOMMY FUNDERBURK (Jay Graydon e Boston) nel 2005. Le riviste Giapponesi BURRNN!! e YOUNG GUITAR recensiscono in maniera molto positiva il lavoro chitarristico svolto da Roberto nei suddetti album. Ha collaborato poi successivamente con MATTIAS “IA” EKLUNDH, CARL VEREHYEN & TONY MacALPINE.
Endorsements ESP Guitars, Red Seven Amps, D’Addario, InTune Guitar Picks e in passato Blackstar Amolification.
Roberto Insegna al LAMS Rock, Hard Rock, Funky, Heavy Metal e Pop e le tecniche associate a questi generi: Alternate & Sweep Picking, Legato, Tapping, String-Skipping, Hybrid Picking e Strumming.
Discografia
Nati Liberi: Ho voglia di Fare (Warner)
Nati Liberi: Nati Liberi (Warner)
Diapasonband: Dune 2001 (Auto produzione)
Mickey Thomas: Over The Edge featuring Steve Lukather, Richie Kotzen & Neal Schon. (Frontiers)
James Christian: Meet the man (Frontiers)
Tommy Funderburk: Anything for you (Frontiers
Gerardina Trovato: I sogni (First Pop)
Second Sight: Back to Heart (Greyhound)
Fauno di Marmo: Tuonen Tytar (Musea)
Roberto Vanni: Headed to Ganymede (iTunes)Contact
Corso di specializzazione Rock & Metal Guitar
Le tecniche usate da Eddie Van Halen, Steve Vai, Joe Satriani, Paul Gilbert, Greg Howe, Richie Kotzen, Steve Lukather, George Lynch etc. Il corso affronta l’uso teorico e pratico di accordi, arpeggi e scale con l’utilizzo di Alternate & Sweep Picking, Legato, Tapping, String-Skipping, Hybrid Picking, Strumming e la fusione di queste tecniche.