I Lalu ( band francese), celebrano il loro ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una pietra miliare del rock progressivo  Per celebrare l’occasione, Lalu si riunisce con il cantante Martin LeMar (Nachtgeschrei, Delta del Mekong), la cui voce ha definito per primo il progetto. LeMar contribuisce con performance potenti e lirismo che collegano passato e presente. Ritorna trionfale anche la leggenda della batteria Simon Phillips (ex-Toto, Protocol), il primissimo batterista a registrare la prima traccia dei Lalu, “Paint the Sky”. Continuando lo spirito collaborativo acceso nel 2023 con “The Fish Who Wanted To Be King”, Vivien Lalu si unisce nuovamente al suo storico partner Joop Wolters alle chitarre e al basso, Il duo ha creato le canzoni da zero, concentrandosi su arrangiamenti organici e dinamici senza sovrapproduzione. Una partecipazione chiave è il virtuoso tastierista Jens Johansson (Stratovarius, Yngwie Malmsteen), che offre assoli esplosivi su tre tracce. Il titolo evocativo “A Mythmaker’s Demise” riflette sulla luce che svanisce dell’immaginazione umana nell’era dell’intelligenza artificiale. L’illustrazione d’impatto di Mattias Norén ritrae uno scrittore che muore alla sua scrivania, mentre le sue creazioni lottano per fuggire in un mondo che non le valorizza più – una metafora visiva per il messaggio più profondo dell’album. Dieci tracce che sono un autentico viaggio all’interno del mondo progressive, a partire dal brano d’apertura “Tears Of The Music”, con inserimenti industrial appena accennati e sonorità modernissime alternate al prog più classico. “I am The One” che abbraccia sonorità aor con un gran assolo di Wolters, “Prince With The Swift Warning” un altro gran brano che mette in mostra l’assoluta maestria di questi quattro musicisti, anche nel songwriting che fa sì, che nonostante la difficoltà oggettiva dei brani risultino di gran scorrevolezza. La mia preferita è “Fhloston Paradise” ricca di groove, pesante, in cui la voce di Martin LeMar sembra quasi quella di Bruce Dickinson, qui le chitarre sono in primo piano dall’inizio alla fine. “A Mythmaker’s Demise” è una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Tracklist:

1.    Tears Of The Muse
2.    EKO
3.    I Am The One
4.    Mayacama (Instrumental)
5.    Prince With The Swift Warning
6.    Learning To Fly
7.    A Drop Of Water (Instrumental)
8.    Fhloston Paradise
9.    Cordal Weaves
10.    Midnight Ink

Line Up:
Vivien Lalu – Keyboards
Joop Wolters – Guitars, bass 
Martin LeMar – Vocals 
Simon Phillips – Drums