“Ho deciso di realizzare l’album che volevo scrivere e pubblicare dopo aver lasciato i Take That nel 1995. Era il periodo del massimo splendore per il Britpop e un momento d’oro per la musica britannica. In questo album ho lavorato con alcuni dei miei miti; è grezzo, ci sono più chitarre ed è più allegro”. Basterebbe questo per raccontare il ritorno di Robbie Williams che nel 1997, con il suo debutto da solista “Life thru a Lens”, aveva stupito sia i fan della prima ora che la critica, che gli aveva riconosciuto talento sia vocale, che nella scrittura di singoli pop maturi ed efficaci e l’abilità di showman nato. Per qualche anno Robbie è stato il numero UNO assoluto del pop, poi si è perso tra paranoie e depressione, mettendo un freno anche alla sua creatività. Fragilità confessate senza filtri in alcune toccanti interviste. Anche per questo tredicesimo album di studio (a dieci anni dal precedente), non tutto è andato liscio, annunciato e poi rimandato, è uscito in realtà prima del previsto, per ora solo in digitale. Quando lo troveremo nei negozi in formato fisico, il 6 febbraio, sarà il vero banco di prova della tenuta del personaggio verso il pubblico. Perché l’artista, a sentire questi undici pezzi (più sei nella versione deluxe), è tornato in forma. Non c’è solo il notevole pezzo rock d’apertura “Rocket”, dove il nostro canta sulla chitarra di sua maestà Tony Iommi che ruggisce, ma anche i brani radiofonici come la ballata “Pocket Rocket”, l’essenziale “Bite Your Tongue” (i White Stripes in chiave pop!), la melodia accattivante di “Spies” e “Pretty Face”, il pezzo più bello e leggero dell’album, volano tre spanne sopra tutto quello che le radio offrono di questi tempi. Con “You” e “It’s OK Until The Drugs Stop Working”, si torna al rock da ballare ed è una vera goduria. Stupisce che un pezzo maestoso come “G.E.M.B.” sia tra i bonus, mentre “Desire (Official FIFA Anthem”), vede la collaborazione della nostra Laura Pausini, per un classico brano scritto per emozionare. Il bad boy del pop, forse ha smesso di soffrire ed è tornato con un album bello, sincero e leggero, che sin dal titolo e dalla copertina, (dove sfoggia l’iconico look del festival di Glastonbury del 1995), lo riporta agli anni migliori. Bentornato Robbie!
PS. Robbie Williams sarà in concerto in Italia il 13 giungo, a Firenze Rocks (Visarno Arena)
