I Megadeth sono sempre stati oggetto di discussione nel popolo metal, odiati o amati, sicuramente fondamentali. Sarebbe impossibile immaginare la cultura heavy senza la fondazione, la guida di quel personaggio controverso chitarrista, cantautore e produttore Dave Mustaine. Dalla sua cacciata dai Metallica, sin dall’uscita nel 1983 del primo disco, hanno venduto 50 milioni di dischi in tutto il mondo, ricevute un GRAMMY® Award (e 12 altre nomination), ha generato miliardi di streaming, ha raggiunto sette entrate nella Top 10 della Billboard 200 e migliaia di concerti.

Il prossimo diciassettesimo album in studio omonimo delle leggende del thrash metal è stato annunciato come il loro ultimo album. Oltre a ciò, è il primo album della band a vedere Teemu Mäntysaari, che ha sostituito Kiko Loureiro come chitarrista solista nel 2023, ed è il primo album dei Megadeth dal 2009 di Endgame a vedere di nuovo James LoMenzo al basso. 

Megadeth è prodotto da Chris Rakestraw insieme all’unico membro originale della band, Dave Mustaine. 

Nel disco sono racchiusi tutti le varie ere musicali toccate dalla band, con  la maggior parte dei fan che dovrebbe essere soddisfatta. Ci sono brani Thrash come “Tipping Point” e “Made to Kill”, brani che ammiccano al punk, genere sempre amato da Mustaine per le loro tematiche sociali, come “I Don’t Care” e “Let There Be Shred”, e tracce estremamente orecchiabili come “Hey God” e “Another Bad Day.” Che riportano agli anni 90 di “Youthanasia” o “Countdown To Extintion”.

Alcuni momenti possano a volte sembrare vere e proprie copie come “Obey the Call”, i testi, Mustaine è diretto e socialmente e politicamente schierato come sempre, ma in generale la scrittura dell’album è più forte e focalizzata rispetto al suo predecessore.

“Puppet Parade” e “Another Bad Day” adottano un approccio più misurato con un ritmo cadenzato, ma con grinta e un fascino melodico. “Made To Kill” ricca di cambi  groove e assoli fulminanti, “Obey The Call” anche ma con un’atmosfera più cupa. Megadeth si conclude con “The Last Note”, bella e veramentre toccante, un epitaffio della band, mentre la bonus track cover di “Ride The Lightning” dei Metallica è un ricordo più significativo per Dave Mustaine che per chiunque altro, un pensiero a dove tutto è partito.

Questo è veramente un addio ben confezionato per i fans, si chiude un’altra porta di un epoca fantastica, come è giusto che sia, con un bel lavoro da parte dei Megadeth.

Tracklist:

  1. Tipping Point
  2. I Don’t Care
  3. Hey, God?!
  4. Let There Be Shred
  5. Puppet Parade
  6. Another Bad Day
  7. Made To Kill
  8. Obey The Call
  9. I Am War
  10. The Last Note
  11. Ride The Lightning (Bonus Track)