Pubblicato a fine agosto, il sedicesimo disco di studio di Bryan Adams, dimostra che il rocker canadese non ha mai pensato ad invadere il mercato, visto che ha in curriculum oltre mezzo secolo di carriera. La cosa incredibile è che Bryan non ha mai modificato di una virgola il suo stile, sempre in bilico tra rock e pop, un riff di chitarra con un coro da arena e una ballata da batticuore. Onestamente tra i solchi di queste dieci tracce, che diventano diciotto (otto acustici) nella deluxe e ben ventotto nell’edizione a cofanetto (varie cosette in più), ascoltiamo una versione più leggera del solito rock da classifica, a cui ci ha abituato l’autore di hit immortali come “Summer of ‘69” e “Run To You” e “It’s Only Love”. Dopo vari ascolti posso dire che tutto sommato “Roll With The Punches” è un altro tassello che funziona nel puzzle di Bryan Adams, ma lo trovo più debole delle ultime uscite, non è una questione di scrittura, ma di suoni, è più leggero, votato a quel tocco di pop rock tecnologico che oggi sembra abbracciare tutti, dal rocker incazzato alla popstar seminuda. Insomma lo ascolti, ti piace e lo canticchi, ma si dimentica poco dopo. Naturalmente non mancano le cose buone, penso alla title track, ma insomma, per fortuna che Bryan Adams dal vivo continua ad essere una valanga di energia.
