Scrivere le classifiche dei dischi preferiti a fine anno è un gioco vecchio che fare oggi, con le migliaia di uscite che ci bombardano, forse non ha più senso. Ma per noi ascoltatori dello scorso millennio questo è un momento sacro, non importa se abbiamo ascoltato solo il 2% di ciò che viene pubblicato e non ci infastidisce essere etichettati come nostalgici, innovatori o modaioli, e non ci importa nemmeno avere la consapevolezza che ci siamo persi uno o cento capolavori, l’importante è fare le nostre liste, escludere, inserire, rifare i conti, togliere e aggiungere. Alla fine è un giochino perverso, che porterà a delineare una classifica che rinnegheremo dopo due giorni, ma il bello è proprio questo, tornare ogni fine anno a quella prima volta e sentirsi privilegiati, perché la musica per noi è tutto, anzi di più. Ne approfitto per ringraziare a nomi di tutti i collaboratori, voi amici e lettori di backinrock.it, grazie per il vostro sostegno e il tempo che ci avete dedicato. Vi promettiamo che cercheremo di fare sempre di meglio e di più.

La redazione di BackInRock.it

BUONE FESTE E BUON ANNO E CHE LA BUONA MUSICA SIA SEMPRE CON VOI E NOI: WE ROCK!!

ALBERTO CENTENARI

Siamo arrivati alla fine di questo nuovo e ahimè tragico anno. La drammatica situazione in cui si trova il mondo in questo inizio di nuovo millennio non ci ha fortunatamente fatto perdere la voglia di musica e di rock che, andando contro corrente rispetto all’inesorabile abisso politico e sociale in cui ormai da anni l’umanità sta cadendo senza trovare fondo, continua a regalarci nuovi stimoli. Non sono mancate importantissime perdite (uno su tutti Ozzy Osbourne) e nuovi talenti che ci ricordano l’immortalità dell’arte e in questo caso del rock’n’roll. Per quanto mi riguarda è stato l’anno dei “sessanta” traguardo ragguardevole che mi porta in questa occasione a ringraziare mia Moglie che mi sopporta da quarantasei di questi primi sessant’anni di vita, mio figlio e tutta la mia famiglia. I miei amici più stretti, quelli della Gradinata Nord e quelli con cui dividiamo la passione per la musica, ed ovviamente i collaboratori di Back In Rock, compagni d’avventure musicali da ormai qualche anno. Buon Anno a tutti, vi voglio bene.

1) Whiskey Myers – Whomp Whack Thunder

2)Turnpike Troubadors – The Price Of Admission.

3)Ruby Ate The Fig – Desert Electric

4)The Zac Schulze Gang – Straight It Out!

5)Catfish – Time To Fly

6)Jesse Lee & The Alchemist – Legacy.

7)Scorpion Child – I Saw The End As It Passed Right Through Me.

8)Bywater Call – Sunshine

9)Robert Jon & The Wreck – Heatbreaks & Last Goodbye.

10)Joe Bonamassa – Breakthrough

11)The Cold Stares – Southern PT 2

12)Jon Anderson & The Band Geeks – Live Perpetual Change.

13)Slash – Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival

14)The Thir Mind – Right Now!

15)Christone”Kingfish”Ingram – Hard Road

16)Ghost Hounds – Almost Home

17)James McMurtry – The Black Dog And The Wandering Boy

18)Micky & The Motorcars – Micky & The Motorcars

19)Them Dirty Roses – Lost In The Valley Of Hate & Love Vol.II

20)Texas Headhunters – Texas Headhunters

21)J.Isaiah Evans And The Boss Tweed – Americana Radio

22)The Dead Daisies – Lookin’ For Trouble

23)Grace Bowers & The Hodge Podge – Wine On Venus

24)Nick Gusman And The Coyotes – Lifting Heavy Things

25)Jason Bieler And The Baron Von Bielsky Orchestra – The Escapologist

ALESSIO ANTONETTI

Un anno difficile per me questo 2025  e ancora una volta la musica è una di quelle presenze a dir poco fondamentale nei momenti difficili, ma anche in quelli preziosi. Un altro anno ancora una volta insieme a quei 4 pazzi (musicalmente parlando) di BackinRock , persone che ancora si emozionano per l’uscita di un disco e che come molte primavere fa passate, non vedono l’ora di condividere l’ascolto con un amico. Grazie a tutti Rock On!!!

Mammoth “The End”

Ronnie Romero “Backbone”

Testament “Parabellum”

MSG “Don’t Sell Your Soul”

Jelusick “Apolitical Ecstasy”

Silver Horses “Perspectives”

Helloween “Giants & Monsters”

Styx “Circling From Above”

Pentagram “Lithling In A Bottle”

Nicklas Sonne “Electric Dreams”

Greystone Canyon “Something borrowed Something New”

Graham Bonnet “Lost In Hollywood Again”

Heavy Pettin “Rock Generation”

Gotthard “Stereo Crush”

Chep Trick “All Washed Up”

CORRADO FRASCA

Troppo poco tempo per tutta la musica che circola. Non è stato facile, ma ecco i miei primi 10. Gli altri 100 mi perdoneranno.

Kassa Overall – Cream

  Un cerchio che si chiude  ma anche un nuovo arco che si staglia all’orizzonte, per una dimensione aperta di black music, senza confini temporali e restrizioni ideologiche. Se adorate i The Roots, che scelsero di rendere  “umano” e “suonato” l’hip hop, questo album vi farà scoprire la chiave jazz dei vostri eroi del rap

  1. Suede -Antidepressants 

La seconda fase della loro carriera sorprende sia per la decisa e costante voglia di progredire che per la qualità della proposta ; ne è confema “Antidepressant“, che affianca a memorie brit pop un intrigante pop-rock venato di wave gotica

  1. High School-High School 

L’incipit della traccia d’apertura scalda sin da subito i cuori, ricordando in maniera fin troppo evidente un classico immortale quale “Shine on “ degli House of Love; la solidità del songwriter di questi a me prima sconosciuti Highschool appare indiscutibile, apparendo fascinosa ed intrigante la contrapposizione tra sfrontatezza dell’approccio e oscuro tormento delle trame sonore.

  1. Coroner-Dissonance theory 

Maestoso ritorno degli svizzeri che, senza tradire il loro inattaccabile passato, proseguono il loro percorso artistico dando nuova linfa e prestigio al concetto di metal “estremo”.

  1. Kokoroko -Tuff Times never last 

Una bella realtà quella dei londinesi Kokoroko che  hanno raggiunto traguardi importanti (band dell’anno ai Jazz FM Awards) confermando di saper miscelare abilmente jazz, funk, soul, afrobeat senza intenti nostalgici

  1. The Night Flight Orchestra-Give us the moon

Amanti dei ruggenti, patinati anni ottanta non possono ignorare l’ennesimo grande album degli svedesi  devoto all’aor e all’hard melodico, con autentici nuovi deliziosi classici (di riuscito manierismo) come “Stratus”, “Shooting Velvet”, “Paloma”  o la title  track”

  1. Van Morrison-Remembering now

“In “Remenbering Now” la scrittura torna feconda , con una prima parte più euforicamente R&B , intervallata da impeccabili e sontuose ballads, caratterizzate dalla preziosa presenza di un’orchestra d’archi

  1. Calibro 35-Exploration 

I Calibro 35 tornano , con la consueta non ingessata maestria, a rileggere tra filologia e spinta creativa il prezioso passato tra cinema e televisione , immergendoci in sonorità cinematiche, jazzistiche e funk-rock

  1. Blankenberge -Decisions 

“Minimalismo cristallino e superlativo, potenza e intensità che vengono gestiti con mano poetica, squarci che ci sospendono su paesaggi dal candore abbagliante…tutto questo e tanto, tanto, tantissimo altro in “Decisions”, un disco che non è figlio di nessuna scuola no, semplicemente perché questo è un disco che farà scuola” (cit. Riccardo Cavrioli).

10)  Sam Fender “ People Wathcing”

Sam Fender promessa mantenuta di quel pop britannico con metà del cuore  rivolta agli Stati Uniti ; tacciato da alcuni di essere troppo “morbido” , a costoro sarebe opportuno ricordare che come non mai abbiamo bisogno di personaggi come Sam , che possano far tornare al rock le nuove generazioni senza dimenicare la qualità.In “people watching” da segnalare la collaborazione con il leader dei magnifici “The war on drugs”

FRANCESCO BOMMARTINI

Poche parole, ma tanti ascolti, ecco la mia TOP 10 del 2025

1 – Amen di Igorrr

2 – The Spin dei Messa

3 – Il Male di The Zen Circus

4 – Dissonance Theory dei Coroner

5 – Aurora Popolare de I Ministri

6 – Volevo essere un duro di Lucio Corsi 

7 – Humanility dei Vader

8 – Divided we fall dei Biohazard 

9 – Songs of last resort dei The Haunted

10 – March of the unheard di The Halo Effect

EDOARDO NAPOLI

Mi trovate in costante equilibrio precario tra un banco di regia (dove tutto deve essere sotto controllo), una chitarra elettrica spenta (in attesa del momento giusto per piantare casino) e l’obiettivo di una macchina fotografica (alla ricerca dell’istante fuori controllo). Nel frattempo, la mia preghiera laica quotidiana è che da qualche parte non si verifichi un database disaster.

Il 2025 si conferma un anno in cui la sostanza vince sulla forma. Il minimo comun denominatore che unisce i dischi da me scelti è un ritorno trionfale all’essenza, filtrata però attraverso la consapevolezza tecnica e compositiva di oggi. Si respira un’aria di maturità: poca sperimentazione fine a se stessa, molta cura per la struttura dell’album, per il riff granitico e per la melodia che resta impressa sul serio. È l’anno in cui i giganti del passato (Testament, Dark Angel, Helstar, Dream Theater) dimostrano di non aver esaurito il carburante, ma di saperlo raffinare e utilizzare per spingere di più, mentre le realtà consolidate del panorama, specialmente italiano (Necrodeath, Labyrinth, Sadist, Il Segno Del Comando), raggiungono picchi espressivi straordinari. Anche le nuove scoperte, come i Lucid Dream, confermano la regola: la priorità è la canzone, l’emozione diretta, la maestria esecutiva al servizio dell’impatto. Un anno solido e di spessore questo 2025, sancito da un metal di culto ma visceralmente immediato.

La mia classifica 2025 (10 album):

Necrodeath – Arimortis

Testament – Para Bellum

Dark Angel – Extinction Level Event

Labyrinth – In The Vanishing Echoes Of Goodbye

Lucid Dream – A Peaceful Death

Neurodeliry – “The Lost Tape And The Early Bulldozer”

Helstar – The Devil’s Masquerade

Il Segno Del Comando – Sublimazione

Dream Theater – Parasomnia

Sadist – Something to Pierce

GABRIELE BASSANETTI

Sharon Van Etten & The Attachment Theory “Sharon Van Etten & The Attachment Theory”

Per la prima volta compone insieme alla band e aggiunge l’additivo che ancora mancava alla sua originale scrittura: loop melodici che ti portano dentro a un mondo nel quale cominci a muoverti e orientarti mentre tutto intorno a te si anima, cresce, esplode.

ShameCutthroat”

Il disco con cui gli Shame diventano grandi. Non solo post punk, suoni moderni ma di spessore, testi studiati e con una loro profondità. Una corsa sfrenata, senza remore e confini di genere musicale.

HeatheControl Our Souls”

Se sto male , sono incazzato e non voglio stare meglio, metto questo disco assurdo, post qualunque cosa. Un grido strozzato declama su poliritmi elettronici, loop elettrici, hard e divagazioni gospel, jazz, noise. Disperazione, estasi ad alta frequenza e momenti di incendiaria e aggressiva energia  si alternano a squarciare una sorta di buio infinito. Che figata.

Lemonheads “Love Chant”

Quest’anno c’è un consistente ritorno alle melodie sghembe, alle chitarrine plin plin, alle voci incerte come la mattina di un dopo sbronza. Solo che quest’anno è anche tornato il maestro della musica apparentemente scazzata, Evan Dando, che ha messo di nuovo insieme i Lemonheads e in questo tipo di mestiere era il migliore. E lo è ancora, perché la sue melodie informali alla fine della traccia ti accorgi che sono belle canzoni, non idee incompiute.

Not MovingThat’s All Folks”

Peccato che sia il commiato della più grande hard rock blues band d’Italia. Perchè suona da dio, pieno, consapevole maturo, con mestiere e piacere, lo stesso dell’ascoltatore. “But It’s Not” è un pezzo maiuscolo.

Brunori SasL’Albero delle Noci”

Mai considerato finora Brunori, ma questo disco mi pare speciale. Nonostante il canto Degregoriano mi abbia sempre dato fastidio (in generale, non solo il suo), qui c’è tanta ispirazione, e la canzone per la figlia è davvero bellissima.

ThroatcutResilience”

Un convulso mitragliamento di suoni, così ho letto a proposito dei Throatcut. Ed è vero, è come se ti sparassero addosso. Però con un senso, non un’aggressività cieca e fine a se stessa, ma una serie di raffiche precise e quasi matematiche, alternate a suoni, voci distorte, urla, growl. Un inferno che ti cattura e godi mentre ti fa a pezzi.

CoronerDissonance Theory”

Un ritorno da record, ben 32 anni dopo l’ultimo disco. E da record anche perché il nuovo album è eccezionale e spazza via nove decimi del metal contemporaneo, con una capacità tecnica, una foga e una modernità che gli altri se la sognano.

Scott Hepple and the sun bandEnglish Mustard”

Un disco rock, con i suoi bei suoni distorti sufficientemente sghembi da non risultare né scontati né dozzinali. Un po’ di Neil Young, tanti White Stripes (un produttore di questo disco era lo stesso di Elephant). Almeno ci dice che il rock è vivo anche nel 2025.

Bob Mould “Here We Go Crazy”

Il tempo ha limato un po’ gli slanci hardcore, ma non il suono inconfondibile di Bob Mould e neanche la sua capacità di scrivere melodie belle e mai per nessun motivo accondiscendenti verso il pop o il mercato. Nella sua discografia solista, ammettiamolo, ci sono episodi più riusciti e altri meno. Questo è riuscito benissimo.

CINQUE RISTAMPE

Bruce SpringsteenNebraska”

Più del magniloquente “Tracks II” con i suoi 80 inediti (inevitabilmente non tutti irrinunciabili) il box di Nebraska, uscito in contemporanea con il film “Liberami Dal Nulla” che ne racconta la genesi, ci fa scoprire tantissimo e ci mette davanti tanta musica già nota ma in versioni davvero inattese.

The Dream SyndicateMedicine Show

La più bella reissue dell’anno di uno dei dischi irrinunciabili per chiunque ami il rock, la psichedelia, le belle canzoni. Quattro cd di cui tre pieni di live e inediti tirati fuori dai cassetti di tutti gli ex della band.

OasisWhat’s The Story Morning Glory?”

Incontrastati protagonisti del 2025 con la loro reunion e i concerti più che sold out in tutto il mondo, i fratelli Gallagher celebrano il disco che ha dato loro l’immortalità nel suo trentesimo anniversario, aggiungendoci cinque nuove versioni unplugged e una valida rimasterizzazione. Da avere sempre e comunque.

Rolling StonesBlack’n’Blue

Il disco di passaggio fra Mick Taylor dimissionario e Ron Wood. Ci furono diverse audizioni per diversi chitarristi, alcuni molto famosi. Ecco, questa versione propone anche le session con Jeff Beck, che era quasi sul punto di diventare un Rolling Stone. Mi sembra un motivo più che sufficiente.

RamonesLive CBGB 1977″

Direttamente dal Record Store Day 2025, i Ramones nell’anno del punk nel luogo in cui tutto è cominciato. Catturato con un solo microfono e evidentemente rimasterizzato da un genio, è storia pura, come avere tra le mani la stele di Rosetta. Quasi al livello del mitico “It’s Alive”.

GIANNI DELLA CIOPPA

Mare marchigiano, estate 1982

Non vi racconto storie di fantasia, i primi dischi sono quelli che mi hanno colpito di più. Gli altri, sono più di 25, sono messi alla rinfusa, così come li segno nel mie file “novità”, dipende da quando li ascolto o acquisto. Posso solo dire una cosa, sono più i dischi che avrei voluto ascoltare di questi ascoltati. Non cerco scuse, è così. PEACE, LOVE & MUSIC!!

TOP 5 2025″

SLEEP TOKEN Even In Arcadia

EVERON Shells

RUBI ATE THE FIG Desert Electric

ASTRONOID Stargod

ANNA VON HAUSSWOLFF Iconoclasts

“THE RUNNERS”

CHOKECHERRY Ripe Fruit Rots and Falls (solo digitale)

AUGE Spazi vettoriali

SAILOR FREE Spiritual revolution – Part Three

THE TRANCE DIMENSIONALS feat. NIK TURNER Space angels

TREMONTI The End Will Show Us How

ALTERIA Nel fiore dei tuoi danni

CORONER Dissonance Theory

ERESIA La rabbia, l’odio, la morte

ENIO NICOLINI and the Otron Suitcase man

DEMONIA MUNDI In sanguine

FEARY TALES Vento divino

DEATH SS The entity

EX Combattere sempre

KRYHUM Demoni

BARO PROG Jet IV: Aionverse

ELECTRIC CHERRY Cherry heart

LA CLASSE DIRIGENTE Termini per una resa

MESSA The Spin

IV SIGILLO Quarto Sigillo

VARIOUS Epitome of dark sound (split con 4 band)

HELLBISCIU The gaze

GOLDUSK When metal takes shape

MIRADOR Mirador

ELLI DE MON Raise

NOVA TWINS Parasites & butterflies

VII VITIUM VII Vitium

SAINTED SINNERS High on fire

LACUNA COIL Sleepless Empire

DEFTONES Private music

NOVEMBRE Words of Indigo

BIFFY CLYRO Fatique

SUEDE Antidepressants

ARJEN ANTHONY LUCASSEN Songs No One Will Here

JELUSICK Apolitical Ecstasy

CASTLE RAT The bestiary

FM Brotherhood

GLENN HUGHES Chosen

ALICE COOPER The Revenge of Alice Cooper

HEADLESS Transitional object

MAMMOTH The end

PARADISE LOST Ascension

LAURA COX Trouble coming

SWEET FREEDOM Blind Leading The Blind

MARGARITA WITCH CULT Strung Out In Hell

MANDY MANALA Mandy Manala

WUCAN Axioms

YUNGBLUD Idols

DREAM THEATER Parasomnia

ENRICO RUGGERI La caverna di Platone

AVANTASIA Here be dragons

HAREM SCAREM Chasing euphoria

INGLORIOUS V

SWANS Birthing

SLOW CRUSH Thirst

BUSH I beat loneliness

PHANTOM SPELL Heather & Hearth

STYX Circling From Above

LUCIO CORSI Volevo essere un duro

GRIMORIO On The Path Of The Morning Star

EPITAPH Path of oblivion

«LIVE, OST, RACCOLTE, POSTUMI, INEDITI, TRIBUTI, RISTAMPE»:

SEX PISTOLS Live in the U.S.A. 1978 (3 CD)

JULEE CRUISE Fall Float Love – Works 1989-1993

JIMMY PAGE & THE BLACK CROWES – Live at the Greek (3 CD)

SILVER HORSES Perspectives + bonus tracks (2CD)

DIAMOND HEAD Live electric

ARPIA Festa grande – Concerto per i 40 anni (2CD+DVD)

OMAR PEDRINI AND FRIENDS Viaggio senza vento – Live in Lucca (CD+Fumetto)-Cristalli, Petal e Misteri (30 anniversario)

LED ZEPPELIN Live EP

RITMO TRIBALE: 2000 Bye Bye Show – Live 2000

JACK MEILLE

Jack Meille: il 2025 è stato un anno ricco di musica, che va sempre più saputa cercare perché l’offerta è ricchissima. Il rock, sta soffrendo, almeno per quel che mi riguarda, mentre c’è un ritorno al pop di classe, senza tempo, forse un po’ nostalgico per chi, come me, inizia ad avere qualche anno e molti capelli grigi. I vecchi “leoni” però non sembrano voler mollare e proprio quest’anno hanno prodotto alcuni tra i loro dischi più belli e ispirati.

1. THE DIVINE COMEDY – Rainy Sunny afternoon

2. CHEAP TRICK – All Washed Up

3. DEACON BLUE – The Great Western Road

4. JASON ISBEL – Foxes In The Snow

5. THE SPEAKER WARS – The Speaker Wars

6. TURIN BRAKES – Spacehopper

7. SPOCK’S BEARD – The Archeoptimist

8. ROBERT PLANT – Saving Grace

LUCA PIZZIMBONE

Quest’anno, nel redigere la lista dei 25 album che ritengo migliori, ho deciso di compiere un atto di ribellione a quella che per me è una tortura, stilando un 25+5 che nonostante tutto mi ha costretto a escludere con rammarico album che ci sarebbero stati benissimo, senza contare che, per motivi distributivi, qualcosa salterà fuori in ritardo come sempre.
Ho usato il termine lista poiché proprio di questo si tratta e l’ordine è puramente alfabetico.
Come l’anno passato ho inserito a parte un ulteriore elenco di 5 album dal vivo degni di nota:

• Avatarium: Between you, God, the devil & the dead > Ormai la loro musica non ha più confini… immensi!
• Cardiacs: LSD > Un percorso lungo anni, ma finalmente abbiamo il testamento prog-punk (e tanto altro) del compianto Tim Smith
• Cathedral: Society’e pact with satan > Un brano solo di trenta minuti per lasciare il segno nella storia del doom
• Creeper: Sanguivore II – Mistress of death > Gothic, glam, horror rock, hard… ma, soprattutto, tanta classe e songwriting eccezionale
• Death SS: The entity > La più importante heavy metal band italiana firma un capolavoro assoluto
• Electric Citizen: EC4 > Hard psych folk di livello superiore
• Flying Fish (A): El pez que volò Act II > Splendida occasione odierna per avvicinarsi al mondo Devil Doll
• Fungus: La morte del sole > La band genovese si supera con un album emozionante
• Giants Dwarfs And The Black Holes: Cherrytree stories and other innuendo tales > Hard, jazz, blues, soul… quello che avrebbero dovuto diventare i Blues Pills
• Giöbia: X-Aeon > Itinerari spaziali per superare le porte del cosmo che stanno su in Germania
• Impero Delle Ombre (L’): Oscurità > La tradizione del dark sound italiano è in ottime mani
• Janara (La): Le donne magiche > Heavy rock, tradizione, classe immensa e songwriting eccezionale
• King Witch: III > Costante crescita del loro heavy corredato da voci e chitarre meravigliose
• Mandy Manala: Mandy Manala > Una bomba di hard rock superlativo
• Mausoleum Gate: Space, rituals and magick > Hard epic prog enorme dalle terre finniche
• Messa: Spin > Orgoglio nazionale, conquistano tutto e tutti con la loro classe oscura
• Murphy Peter: Silver shade > Uno dei re del dark gothic inglese degli ’80 ci regala un capolavoro inaspettato
• Ossuary (The): Requiem for the sun > Dalla soleggiata Puglia uno splendore doom psych
• Phantom Spell: Heather & hearth > Sempre incredibile che tanta bellezza provenga da un uomo solo, ma dal talento infinito
• Sacri Monti: Retrieval > Hard psych prog con i controfiocchi
• Spidergawd: from 8 to ꚙ > Hard rock eclettico e coinvolgente dalla Norvegia
• Tale Cue: Eclipse from the midnight sun > Un grande e insperato ritorno a innalzare il livello del prog italiano
• Vintage Caravan (The): Portals > Hard settantiano e contaminazioni psichedeliche e progressive
• We Broke The Weather: Restart game > Garage prog coraggioso e variegate, una sorpresa!
• Whiskey Myers: Whomp whack thunder > Oggi il southern rock passa da questa grande band
• Wino: Create or die > Lo spirito viscerale del rock alberga nell’anima di questo musicista da vero e proprio culto
• Wolvennest: Procession > Esoterismo lascivo e fascinoso a turbare il sonno
• Wucan: Axioms > L’anima dei seventies proiettata nel futuro con energia e pathos
• Wytch Hazel: V: Lamentations > Melodie antiche e approccio epico per un risultato affascinante
• Year of the Goat: Trivia goddess > Heavy rock occulto unito a una grande capacità di scrivere canzoni che rimangono in testa

LIVE

Siena Root: Made in Kuba > Fantastico live per un gruppo che non finisce di stupire

Arpia: Festa grande – Concerto per i 40 anni > La loro carriera passata e futura

Dirty Honey: Mayhem & revelry > Band dal feeling debordante, qui immortalata nella sua dimensione più congeniale: il palco!

Moonspell + Orquesta Sinfonietta de Lisboa: Opus diabolicum – The orchestral live show > Dopo il live nella caverna, ecco il nuovo appuntamento live con i Moonspeel e il loro gothic metal accompagnato dall’orchestra

Segno Del Comando (Il): Sublimazione > Celebrazione del trentennale per una band straordinaria