Sabato 15 novembre alle 22 i Folkstone porteranno le canzoni del nuovo album “Natura morta” nella Showtime Arena di Isola della Scala (VR), in occasione di Taste of Earth. Una manifestazione importante per il territorio, in cui si esibiscono artisti di alto livello, e il cui biglietto per il live dei Folkstone è acquistabile a questo link: . E ormai i Folkstone hanno raggiunto una legittimazione di pubblico tutt’altro che scontata, anche perché raramente una band italiana è profeta in patria. Li abbiamo incontrati e questo è il risultato della nostra chiacchierata.

Natura Morta è un disco molto emotivo, dove il rock incontra la poesia e la narrazione. Quanto conta oggi per voi l’aspetto “autoriale” rispetto alla pura potenza del suono?

L’aspetto autoriale dei nostri pezzi è sempre andato di pari passo con la ricerca del nostro suono.

Una cosa non può esistere senza l’altra. Ci esprimiamo attraverso parole e musica o almeno cerchiamo di farlo. Ti ringrazio per la definizione che hai dato al nostro album all’interno della tua domanda. Direi che hai colto in pieno quello che abbiamo cercato di fare.

Suonare in un contesto come Taste of Earth, che nasce da una fiera popolare, significa anche portare la vostra musica a un pubblico eterogeneo. Come vivete questo incontro tra mondi diversi?

Non ci siamo mai rivolti solo ad un particolare tipo di pubblico, anzi penso che un artista debba saper parlare a tutti. Questo non vuol dire, almeno nel nostro caso, di rinunciare al proprio pensiero od aver paura di esprimerlo. Non è la prima volta né penso sarà l’ultima che suoniamo in contesti ”popolari”. Siamo sempre contenti di farlo e per noi è sempre un’opportunità in più di far conoscere la nostra musica ed il nostro modo di vedere la vita ed il mondo che ci circonda.

Il vostro percorso è segnato da una forte identità collettiva. Come si mantiene l’armonia e la creatività in una band così numerosa, dopo tanti anni di palco e studio?

Dopo tanti, ma tanti anni vissuti ”on the road” ci si conosce. Si diventa come una famiglia, ognuno conosce i propri pregi e difetti perché nessuno ne è immune e si è trovato un equilibrio. Come tutte le famiglie abbiamo avuto momenti difficili ma li abbiamo sempre superati. Quando ci siamo sciolti nel 2019 avevamo bisogno di staccare dalla musica e di prenderci ognuno i propri spazi. È stata una scelta condivisa, quando poi ci siamo ritrovati dopo quasi quattro anni era come non ci fossimo mai divisi. Insomma, al di là della musica c’è una base di forte amicizia, che penso si percepisca dal palco ad ogni nostro live.

Alabastro ha avuto un grande successo online. Vi aspettavate una risposta così forte da parte del pubblico digitale, che spesso si associa poco al folk metal?

Abbiamo avuto un bellissimo riscontro di pubblico e di ascolti in generale su tutto l’album Natura Morta. Noi siamo e rimaniamo più una live band che una band da ascolti in digitale. Siamo ben consci di rimanere una realtà underground e, ti dico la verità, penso che attraverso la musica e le liriche che proponiamo siamo ben lontani da qualsiasi velleità mainstream. Tuttavia, nel nostro piccolo siamo stati veramente contenti ed orgogliosi della risposta sia di pubblico che si ascolti del nostro doppio album. Il tutto senza dimenticare che stiamo in piedi sempre con le nostre gambe, ovvero sempre autoprodotti in tutto e per tutto.

Guardando avanti: pensate che il futuro dei Folkstone passi più da nuovi esperimenti sonori o da un ritorno alle radici?

Il futuro dei Folkstone è sempre da scrivere. Cerchiamo di vivere il presente, non abbiamo mai pensato se quello che stavamo scrivendo fosse legato al passato o a nuove sperimentazioni. Semplicemente ciò che facciamo ci deve dare emozioni e la musica è un potente veicolo per trasmetterle.

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