Il 26 maggio 2020 fu una data da segnare sul calendario con il circoletto rosso per i fan dei Ritmo Tribale. Infatti la band milanese, da qualche anno orfana di Edda, decise di realizzare uno show che ne doveva decretare il commiato dopo tantissimi anni di onorata carriera ed una serie di dischi che avevano fatto la storia della musica alternative italiana. Si era, dunque, all’interno dell’era “Bahamas” e per non farsi mancare nulla i milanesi decisero che a quella festa dovevano partecipare anche tanti amici artisti che avrebbero avuto il compito di tributare Rioda e compagni. Quello show, registrato all’epoca, è stato messo in ghiaccio per tantissimo tempo dagli autori di “Mantra”, sino a quando hanno deciso, ovvero nel 2025, di pubblicarlo, scevro da sovraincisioni, per far vivere a chi non c’era delle emozioni che, sinceramente, ancora oggi sono difficili da raccontare e a chi era presente di ricordare un evento più unico che raro. Una scaletta composta da ben venti pezzi che ripercorre un cammino magnifico in cui è il buon Scaglia a cantare e a fare le veci di Edda nella gran parte delle canzoni riproposte. Per chi conosce la storia dei tribali, potrà da subito notare come ogni disco sia stato trattato in maniera meravigliosa da una formazione matura e in stato di grazia. L’energia, la potenza, ma anche l’emotività e la sacralità di certe note sono il pacchetto “all inclusive” che i Ritmo ci danno in pasto. Da “Oceano” ad “Amara” che vede l’ospitata bellissima di Francesco Renga, passando per “Uomini” e “Musica” vengono riproposti dei pezzi che dovrebbero essere patrimonio del rock italiano. Senza sé e senza ma, aggiungiamo con forza. Detto della presenza di Renga, è piacevole ascoltare i Negrita darci dentro in “Universo” (una delle perle di “Psycorsonica”), così come fa scendere la lacrimuccia la presenza in “Hanno Tradito” di una coppia alternativa fantastica formata da Marco Trentacoste (ex Deasonika) e Paolo Martella (leader dei Quartiere Latino e ottimo cantante solista). Tutto qui? No, perché le parole, come spesso accade quando ci si trova dinnanzi a gente di tale spessore, non sono sufficienti per definire un album, soprattutto, evocativo di ricordi e passione come “2000 – Bye Bye Show – 26 maggio 2000”. Questo live è la fotografia di un’epoca storica precisa che cristallizza anche, da un punto di vista temporale, la fine del periodo d’oro del rock alternativo italiano che negli anni novanta sbocciò in tutto il suo splendore. Oggi, come sa chi segue i Ritmo, la band è ritornata, viva e più in forma che mai. La speranza è che dopo “La Rivoluzione Del Giorno Prima”, uno dei dischi più sfortunati di sempre in quanto pubblicato in pienissimo lockdown (privando i ragazzi della promozione live che avrebbe meritato), venga fuori un nuovo album, perché dei Ritmo Tribale c’è sempre bisogno. (Francesco Brunale)
