La più grande rock band del mondo in circolazione? Se parliamo di modern rock radiofonico, ma fatto senza lo scintillio di luccichii artificiosi, penso che in pochi siano superiori agli scozzesi Biffy Clyro. Oggi quanti gruppi possono permettersi un album con undici pezzi, di cui almeno la metà sono possibili singoli spacca classifiche? E non stiamo parlando di ragazzini carichi di entusiasmo ed ingenuità, elementi che insieme diventano carburante per qualsiasi rock band. No, perché i Biffy Clyro sono in giro da tre decenni e il debutto è datato 1999, quando erano poco più che ventenni, prima tappa di una crescita costante che da semplice interessante novità, li ha trasformati in realtà consolidata del panorama rock del terzo millennio.
Da quei primi passi, condivisi con lo studio di tecniche di registrazione, produzione ed elettronica, il trio guidato dal cantante, chitarrista (tastierista, campionamenti e tutto il resto) Simon Neil, con James Johnston (basso) e il fratello gemello Ben Johnston alla batteria; anche se tutti si cimentano al canto e sul palco si presentano con due turnisti alle chitarre e ai cori; i Biffy Clyro hanno saputo conquistare tutti per la serietà con cui si offrono al pubblico (dal vivo sono M-I-C-I-D-I-A-L-I), per la dedizione totale al lavoro, le tante collaborazioni e l’idea che non si smette mai di imparare, tra tour acustici e la scrittura di colonne sonore. Questo decimo album, dimostra che la band non ha inflazionato il mercato, ma si è esposta solo quando aveva materiale che riteneva degno di essere pubblicato, consapevole che i fan meritano solo il meglio. “Fatique” è l’ennesima gemma di rock classico e moderno allo stesso, prodotto dalla band e da Jonathan Gilmore, con un suono potente e carico di melodie, con voci e cori in primo piano, un basso mostruosamente presente e chitarre ed elettronica che giocano a rincorrersi.

I primi tre pezzi, heavy pop all’essenza pura, “A Little Love” (ve lo dico: la mia canzone dell’anno!!), “Hunting Season” “Shot One”, da soli valgono stima incondizionata, ma “True Believer” travestita da ballata ha un coro che ci sommerge, mentre la dolce “Goodbye” esplora il contesto di una relazione senza trovare risposte. “Friendshipping” è l’ennesima perla di FM rock targato anni duemila. “Woe Is Me, Wow Is You” necessita di più ascolti, perché ha una costruzione articolata, ma poi si svela nella sua intensità, mentre “It’s Chemical!” è una delle vette del disco, con la voce meravigliosa di Simon Neil che disegna una melodia irresistibile. La ballata “A Thousand And One” rievoca i migliori Snow Patrol, band conterranea e contemporanea che, anni fa, per un attimo poteva giocarsela con i Biffy Clyro, ma poi il trio di Simon Neil ha preso velocità ed è arrivata prima al traguardo per distacco. “Dearest Amygdala”, con un carico di elettronica, è costruita con una linea semplice che soli i grandi possono trasformare in un rock che potrebbe far cantare uno stadio. Il disco si chiude con “Two People in Love”, che con un ritmo sincopato disegna una melodia malinconica spezzata da riff solidi che conquistano.
Mentre il mondo chiacchiera della reunion danarosa degli Oasis, il brit rock ci propone due grandi dischi come i nuovi Suede e Biffy Clyro. Indovinate da che parte sta il vostro GDC?
