Quando i Sex Pistols si avventurano in un tour americano, ad inizio 1978, per evitare grane con le leggi britanniche, sono una band allo sfacelo, hanno dimostrato al mondo intero di essere musicisti incapaci e incancreniti dall’ego, una band senza un obiettivo comune e sotto un ciclone di critiche. A cantar vittoria è il loro manager Malcolm McClaren, capace di raccogliere denaro dopo aver innescato la miccia di tenere vicini quattro disgraziati che si detestano e che si accorgono che far schifo è una cosa cool.

In realtà l’America non vuole accogliere il gruppo, già rigettato un mese prima, ma si deve arrendere davanti ai contratti firmati dai manager e così viene organizzato un tour. Ma se per altri artisti britannici, Beatles, Rod Stewart, David Bowie per esempio, il viaggio in America in passato era diventato il viatico per il successo mondiale, per i Sex Pistols diventerà invece l’ennesima testimonianza del caos che generano ad ogni passo. Nove concerti che si trasformeranno nell’anteprima della loro fine ingloriosa.

Quei nove concerti, consumati tra il 5 e il 14 gennaio 1978, riesumati parzialmente a puzzle negli anni, sommando articoli di giornali, registrazioni radiofoniche e private e qualche incredibile filmato decente, hanno confermato di quanto i Sex Pistols fossero sconnessi tra loro e dal mondo. Tuttavia questa enorme precarietà non ha impedito di alimentare la leggenda, divisa tra farsa, sputi e chitarre scordate, ma pur sempre leggenda.

Da qualche mese è disponibile un triplo album che raccoglie la prima e l’ultima data e il concerto del 10 gennaio, materiale già edito in passato tra cd singoli, vinili colorati e immancabili bootleg, quando ancora avevano senso. Le scalette, che riportiamo in basso, differiscono di poco, ma tutte testimoniano che i Sex Pistols, pur se costruiti a tavolino, come la storia ci insegna, erano assolutamente punk e nello specifico una band totalmente alla deriva. Tutto è precario: l’organizzazione, il caos generato ad ogni intervista, i continui litigi con gli organizzatori e con il pubblico, la preparazione tecnica, il cantato e l’idiozia, ma in mezzo a tutto questo disordine è impossibile non cogliere il senso di rivoluzione della musica e il significato ribelle sollevato dalle loro canzoni.


Ci sono alcuni momenti diventati epici, come quando Sid Vicious urla al pubblico che loro sono la più grande band del mondo, o quando Johnny Rotten, provoca il pubblico di Dallas urlando “Cowboy faggots”, un’espressione sprezzante dello slang americano simile al nostro “froci”.

E quando alla fine dell’ultimo concerto a San Francisco la sera del 14 gennaio, Johnny Rotten dopo una dignitosa versione di “No Fun” degli Stooges urla “Avete mai avuto l’impressione di essere stati imbrogliati?”, tutto diventa chiaro, è il momento esatto dove il punk muore e i Sex Pistols si trasformano in leggenda.

Una volta tornati in Inghilterra Rotten lascia la band, che cercherà di continuare per un po’, prima di disintegrarsi e consegnarsi al mito (delle reunion posticce preferiscono non parlare).

Tre album quasi inascoltabili, ma di una bellezza sconvolgente, qui impacchettati in una bella confezione apribile a quattro ante e con un libretto con foto e articoli originali del tempo.

CD 1: Southeast Music Hall, Atlanta

January 5th 1978    

1-1      God Save The Queen

1-2      I Wanna Be Me

1-3      Seventeen

1-4      New York

1-5      Bodies

1-6      Submission

1-7      Holidays In The Sun

1-8      EMI

1-9      No Feelings

1-10    Problems

1-11    Pretty Vacant

1-12    Anarchy In The UK

CD 2: Longhorn Ballroom, Dallas

January 10th, 1978 

2-1      Intro / Radio Ad

2-2      God Save The Queen

2-3      I Wanna Be Me

2-4      Seventeen

2-5      New York

2-6      EMI

2-7      Bodies

2-8      Belsen Was A Gas

2-9      Holidays In The Sun

2-10    No Feelings

2-11    Problems

2-12    Pretty Vacant

2-13    Anarchy In The UK

2-14    No Fun

CD 3: Winterland Ballroom, San Francisco January 14th, 1978  

3-1      God Save The Queen

3-2      I Wanna Be Me

3-3      Seventeen

3-4      New York

3-5      EMI

3-6      Belsen Was A Gas

3-7      Bodies

3-8      Holidays In The Sun

3-9      Liar

3-10    No Feelings

3-11    Problems

3-12    Pretty Vacant

3-13    Anarchy In The UK

3-14    No Fun  

I Sex Pistols nel gennaio 1978, un attimo prima di implodere: Johnny Rotten, Sid Vicious, Steve Jones, Paul Cook