Con JD Clayton ci inoltriamo decisamente nel rok americano più tradizionale e dalle influenze southern, roots ed appunto americana.
Il musicista, originario di Fourth Smith (Arkansas) ma oggi di stanza a Nashville, arriva al secondo album in studio dopo il buon esordio licenziato due anni fa ed intitolato “Long Way From Home”.
Figlio di un predicatore, il giovane JD lascia quindi il suo paese per l’avventura nella scena rock e con questo nuovo lavoro non si può certo dire che la scelta non sia stata azzeccata.
“Blue Sky Sundays” si rivela un’autentica sorpresa anche per chi ha ormai raggiunto una certa confidenza con il genere.
Prodotto dallo stesso musicista con il mixaggio affidato a Vance Powell (una garanzia in studio di registrazione), l’album è un riuscito connubio dei generi citati, oltre ovviamente a quell’atmosfera country/blues che aleggia nei passaggi più morbidi, con una tracklist che non trova ostacoli, grazie ad una prova al microfono tutta cuore e frontiera.
Chitarre slide fanno da ricamo a momenti acustici in cui le atmosfere si rilassano quel tanto che basta per riposarci e riprendere il viaggio tra una cover di Tracy Chapman (Give Me One Reason), una spettacolare “Arkansas Kid”, brano skynyrdiano ispirato alla storica “Mississippi Kid”, e ancora pezzi da novanta come il singolo “Dirt Roads Of Hell”, “Slow & Steady” o “Dance Another Dance”, un country/blues emozionante e che, con la ballata “Goodnight”, ci porta alla fine del lungo peregrinare in terre lontane in compagnia della musica di JD Clayton.
Per gli appassionati di rock americano tradizionale un piccolo gioiellino da avere.
