La seconda giovinezza dei Turnpike Troubadors non si è fermata con il precedente capolavoro “A Cat In The Rain”, album del ritorno datato 2023 e recensito sulle pagine di BackInRock dal sottoscritto, dopo che del gruppo di Tahlequah (Oklahoma) se ne erano perse le tracce da ormai sei anni tra liti, risse e vicende che con la musica avevano poco a che vedere.
Oggi possiamo senz’altro affermare che il sestetto statunitense è tornato definitivamente, pubblicando il settimo album di una carriera ripartita alla grande con l’ennesimo disco praticamente perfetto, almeno se si parla di country/roots e quel tocco di folk statunitense che ne fanno una delle band cardine del rock tradizionale a stelle e strisce.
“The Price Of Admission” si può certamente considerare una continuazione del precedente lavoro, anche se è più forte la presenza vocale di Evan Felker, cantante e compositore le cui dipendenze ne avevano minato il futuro musicale ma che appare oggi totalmente ristabilito, tornando ad essere come in passato il valore aggiunto in tutte le canzoni, sempre appese come sono ad una malinconia che strappa cuori e anime, alza centimetri di pelle d’oca e trasforma l’album in una vera opera d’arte.
Prodotto come il precedente dal guru del country rock americano Shooter Jennings, il disco conta undici brani di spessore artistico notevole, tanto che diventa difficile menzionare una canzone rispetto all’altra.
Proverò citando la poetica opener “On The River”, “Be Here”, brano dove l’anima folk prende il sopravvento grazie al violino di Kyle Nix e la fisarmonica di Hank Early, la più serena e fresca “The Devils Plise His Trade (Sn3 Ep3), o ancora “Ruby Ann” classica country rock song che diventerà uno di quei momenti in cui lasciarsi andare nei concerti.
“The Price Of Admission” conferma il ritorno dei Turnpike Troubadors, della ritrovata serenità in seno al gruppo e della qualità altissima della loro musica. Imperdibile.
