Alla fine il regista Brehand McMahon ci è riuscito.
Guarda il trailer di “Becoming Led Zeppelin” qui.
Contro tutti i nefasti pronostici di discografici, amici e semplici addetti ai lavori, è riuscito nell’impresa di coinvolgere Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones nel suo ambizioso progetto, ovvero quello di raccontare tramite gli stessi protagonisti la nascita della più grande ed influente rock band della storia (alla pari con i The Beatles).
Non solo, lo ha fatto riesumando una vecchia intervista datata 1972 in cui John Bonham (notoriamente restio a parlare con la stampa), diceva la sua sui primi anni del gruppo, come se quel nefasto 25 Settembre 1980 non fosse mai esistito.
Una chicca che, oltre ad emozionare i tre superstiti del dirigibile più famoso della storia del rock, ha lasciato ai presenti in sala un senso di completezza ed appagamento.
Film, documentario o come viene chiamato ora, docufilm, “Becoming Led Zeppelin” non è solo un tributo alla band, raccontata per l’occasione dai protagonisti, ma lo sguardo su un’era musicale e sociale che non tornerà mai più, figlia del dopoguerra e vittima suo malgrado di epocali cambiamenti che ne hanno fatto uno dei periodi più intensi e vivi del secolo scorso.
Gli anni dell’infanzia, della passione per la musica e del proprio strumento, i racconti sulle tante collaborazioni di Page e Jones con artisti affermati dell’epoca grazie al loro lavoro come turnisti, le difficoltà di Plant dopo l’abbandono di un più sicuro futuro da commercialista, la famiglia Bonham e l’influenza che aveva la giovane moglie sul batterista, o la presenza di Jones e Page sul brano “Goldfinger” di Shirley Bassey, fanno parte della prima e secondo me più affascinante parte del film, mentre gli anni passano, così come l’entrata di Page negli Yardbirds, l’uscita di Jeff Beck dal gruppo e, poco tempo dopo, lo scioglimento.

Non mancano davvero le chicche con cui crogiolarsi, come la “Dazed And Confused” suonata dagli Yardbirds, le immagini del primo tour in Scandinavia e ovviamente i tanti concerti negli States, patria musicale del gruppo.
Gli Zep, ormai anziani ed eleganti signori, si raccontano con un trasporto emotivo vero che deborda dallo schermo per regalarci ancora una volta qualcosa di unico e speciale, raccontando della loro musica e del loro amore per il blues e per gli eroi del Delta, ispirazione primaria del sound dei primi quattro album.
Il racconto si ferma dopo la pubblicazione di “Led Zeppelin II” e dello storico concerto alla “Royal Albert Hall” di Londra il 9 Gennaio 1970, il giusto riconoscimento per la band, ormai popolarissima negli States ma ancora poco considerata in patria.
Opera per gli appassionati, ma non solo, “Becoming Led Zeppelin” rimane un documento storico importantissimo per il mondo del rock tutto, dove il dietro alle quinte con annessi e connessi viene tralasciato (groupie, droghe, dissolutezze, occultismo e esagerazioni di ogni tipo) e a vincere, una volta tanto è la musica. Rock On!
