Con una lunga carriera ormai alle spalle e John Prine sempre in mente come modello, Paul Thorn è approdato a una scrittura così sicura, che il suo messaggio passa sempre, che voglia comunicare gioia, amore, passione, dolore. Country rock con i controfiocchi, per niente datato, a tratti entusiasmante quello che esce da questi solchi. Ma prima ancora mi ha entusiasmato la copertina, piena di piccole cose, influenze e significati rappresentati da spille, gagliardetti, memorabilia, tra cui, immagino, molte delle sue possibili influenze musicali (ci trovi Lennon, gli Who, Waylon Jennings, ma anche, per dire, i Sex Pistols). E’ lo stesso Thorn a prendere parte alla concezione delle sue cover. Questa ha anche una scala che va verso la luna e una lapide con la data di nascita e non quella di morte. I significati e sottosignificati si sprecano, in un disco che in effetti ha la resilienza (brutta ma significativa parola) come tema principale. Thorn è anche un ex pugile, il che deve avergli insegnato a non cedere e a presentarsi sempre ritto in piedi davanti alla vita. Ed è il messaggio che cerca di far passare fin dal primo singolo, “Tough Times Don’t Last”, che è proprio un incoraggiamento a non lasciarsi abbattere anche se i tempi difficili non finiscono mai.
“Mi piace che la gente sia toccata direttamente dalla musica e possa trarre qualcosa da essa. Qualcosa che possa poi portare con sé durante l’intera giornata. Ogni canzone di questo disco porta con sé un messaggio su come vivere la vita”.

In generale è un country rock gioioso, arricchito di fiati e coriste, con bellissime chitarre, acustiche ed elettriche, con arrangiamenti classici che però non annoiano e non appaiono mai ripetitivi e con una voce, quella di Thorn, molto intensa in qualunque registro: incalzante in “Tough Times Don’t Last”, in “Chicken Wing”, in “Geraldine & Ricky”, più riflessiva e intensa nella titletrack “Life Is Just A Vapor”, in cui Thorn ricorda anche i momenti passati con l’amico John Prine e riflette sulla velocità con cui la vita passa. Ma come è stato detto, il suo modo di raccontare può essere a volte esuberante, a volte spezzarti il cuore ma è sempre universale. Ultima citazione per il rock possente e drammatico di “I’m Just Waiting”. Questo Paul Thorn sa far tutto.