Musica fuori dal concetto di “genere” non se ne trova così tanta in giro; vero è che si tende sempre a catalogare ogni nota e ormai quello che, magari, sarebbe semplicemente un album rock, si trasforma una lista di generi e sottogeneri lunga quanto le due righe di chi si è preso la briga di provare a raccontare ad altri la musica che ascolta e che più gli piace.

D’altronde, però, un’opera come “American Gothic” diventa difficile da spiegare senza l’aiuto delle solite catalogazioni, in quanto si tratta di un album originale, vario e raffinato grazie ad una classe immensa da parte di un duo di musicisti e dei loro aiutanti sul campo che non lascia indifferenti.

Gli autori di American Gothic sono il polistrumentista Dean Fisher e la cantante Gabriella Lawrence, entrambi membri della pop/dark/wave band Ghost And Shadows, che con questo nuovo progetto si distanzia di molto per originalità e qualità da quella proposta.

Sono della partita Elisabeth Steen (tastiere e fisarmonica), Joe McMahon (basso) e Russell Chudnofsky (chitarra), ai quali si è aggiunto in seconda battuta il batterista Chris Anzalone.

Grazie ad una voce elegante e raffinata, ma che ha tratti non si dimentica di graffiare, ed un songwriting di livello superiore, i Tinkertown ci regalano dodici brani che spaziano in un raggio d’azione immenso, colorando questo quadro musicale di tenui ed ombrosi pastelli dark in un contesto che va dal blues, al jazz, dall’americana al folk, dall’alt country fino al rock duro e puro e al garage.

La classe è l’arma in più del duo del Massachusetts e abbonda quando la musica avanza leggera su note blues/alt country come in “Code Blue” o Jazz in “Waste Away”, mentre in brani come “You Are A Fraud” i toni si elettrizzano per poi tornare a dispensare classe sopraffina con le splendide note di “Soleil”.

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.