“…ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie…”

Ecco, è proprio dal concetto di passione che occorre partire per parlare dei Blind Golem.

Il gruppo veronese nasce ufficialmente nel 2020, ma il primo embrione è del 2010, quando sotto il nome di Forever Heep sorgono come tributo di Mick Box e compagni.

Trattandosi di musicisti rodati con variegate esperienze (Bullfrog, Tolo Marton, All Souls Day, Paul Chain, Moto Armonico,…) il ruolo di mera tribute band sta loro stretto e il desiderio di comporre pezzi propri ha il sopravvento.

Da qui il primo album “A Dream Of Fantasy” che arriva ad inizio 2021 ed entra direttamente nella storia, non tanto per la sua qualità dei brani, ma, soprattutto, perché vi compare come ospite il grandissimo Ken Hensley, storico fondatore e tastierista degli Uriah Heep, per quella che sarà la sua ultima partecipazione discografica a seguito della morte avvenuta nel novembre del 2020.

Qualche anno ed è la volta del secondo lavoro “Wunderkammer”, che prosegue sulla strada tracciata con il precedente, partendo dalla stupenda copertina ancora commissionata a Rodney Metthews, famoso per i suoi capolavori con Uriah Heep, Magnum, Nazareth, Diamond Head, Scorpions, Asia, Tygers Of Pan Tang e tanti altri.

L’influenza della band di “Demons And Wizards” è evidente e non celata, ma la loro bravura nel comporre i brani evidenzia grande padronanza della materia, da cui emerge anche l’amore per Deep Purple, Lucifer’s Friend, Magnum e tutto l’hard rock inglese (e non solo), come si percepisce anche nei correlati Bullfrog in cui suonano Francesco Dalla Riva e Silvano Zago, qui autori di tutti i brani.

Wunderkammer” in Tedesco, identifica la stanza delle meraviglie che si trovava in castelli o ville antiche… eccoci quindi pronti a entrare in quella dei Blind Golem.

Il puro hard hard rock con chitarre vorticose di “Gorgon” apparecchia la tavola e la predispone ad accogliere i succulenti piatti in arrivo.

“Some kind of poet” presenta un riff alla “Gypsy” e poi si sviluppa su itinerari progressivi in cui l’hammond di Bistaffa non si limita all’accompagnamento, bensì si prende i suoi spazi con prepotenza, pur lasciando a Zago quello necessario per un altro assolo ispirato.

L’organo solenne introduce il sinfonismo di “Endless run” in cui si distinguono la voce di Andrea Vilardo e i vocalizzi di tipica matrice heepiana.

Ancora impatto hard con “Man of many tricks” che poi si stempera in una coralità stupenda e apre le porte al gusto della solista, prima di un travolgente finale in crescendo.

Il riff iniziale di “How tomorrow feels” è color porpora, per poi aprirsi a melodie dall’indole drammatica soprattutto nell’interpretazione vocale.

“Golem!” risponde alla perfetta definizione di hard progressive, con riff rocciosi che si alternano a fughe tastieristiche e linee vocali accattivanti, dove si sente che anche i Blue Oÿster Cult fanno parte del loro bagaglio, con tanto di finale che sembra la trasposizione in musica delle opere di Matthews.

L’arpeggio iniziale di “Just a feeling” parrebbe riservare un momento di quiete, ma è solo apparenza perché il brano è roccioso e vicino agli Heep dell’era Bernie Shaw.

“It happened in the woods” è introdotta da un recitato di Alessandra Adami che interpreta un breve brano tratto da un poema di Coleridge, prima che il pezzo abbia uno sviluppo originale e fascinoso dai chiari intenti progressivi, col basso di Dalla Riva sugli scudi.

Il singolo scelto per presentare l’album è “Born Liars”, diretto, incalzante, con un coro memorizzabile, quasi fuoriuscisse dalle sessions di “Return To Fantasy”.

Spazio anche per una cover, con una scelta tutt’altro che ovvia: “Green eye”, un brano potente e dinamico, proveniente dalla demo del succitato “Demons And Wizards”, ma inedito nella versione originale dell’album.

La strumentale e dirompente “Coda… entering the wunderkammer” conclude un lavoro bello e coinvolgente.

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un ulteriore passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati, diretti o complessi, senza mai perdere di vista la forma canzone.

Unico appunto: con una copertina così un’edizione in vinile sarebbe d’uopo e per fortuna le ultime voci che ci arrivano sembrano confermare che è in lavorazione.

Band:

Silvano Zago – chitarre

Francesco Dalla Riva – basso e voce

Simone Bistaffa – tastiere e organo Hammond

Walter Mantovanelli – batteria

Andrea Vilardo – voce solista

Guests:

Daniela Pase – cori

Fabio Serra – cori e tastiere aggiuntive

Alessandra Adami – lettrice nell’intro di 8

Brani:

  1. Gorgon
  2. Some kind of poet
  3. Endless run
  4. Man of many tricks
  5. How tomorrow feels
  6. Golem!
  7. Just a feeling
  8. It happened in the woods
  9. Born liars
  10. Green eye
  11. Coda… entering the wunderkammer