Jerry Cantrell si può sicuramente considerare uno dei migliori chitarristi e songwriter in azione nel circuito rock odierno, essendo in qualche modo un sopravvissuto di quella scena che, tra la fine degli anni ottanta ed almeno fino alla metà del decennio successivo, ha cambiato le sorti del rock entrando (anche grazie a lui) nella storia della musica contemporanea.

Oggi Cantrell è un signore vicino alla sessantina che ancora gira con la sua compagna Alice, sempre incatenata a lui e al cantante William DuVall, presente di un passato che non può certo dimenticare Layne Staley, vittima anch’egli del male di vivere insieme a tanti altri talenti che hanno contribuito a rendere leggendaria la “maledetta” scena di Seattle.

Dopo il primo album uscito nel 1998 (Boggy Depot) e i notevoli “Degradation Trip” ci sono voluti quasi vent’anni perché il nostro tornasse con un lavoro tutto suo intitolato “Brighten” ed uscito nel 2021.

Non ci si aspettava quindi un nuovo album così presto, e invece il chitarrista americano torna in questo periodo con “I Want Blood”, un lavoro ancora una volta di altissima qualità, pesante come un macigno, piacevolmente metal come forse non si sentiva dallo storico “Facelift” degli Alice In Chains.

Già dal titolo, ispirato dal classico brano degli Ac/Dc “If You Want Blood (You’ve Got It), l’album colpisce dritto sul muso dell’ascoltatore con una serie di brani che variano dall’heavy metal, al grunge, dal doom, all’hard rock, sempre con quel marchio di fabbrica con cui Cantrell iniziò a scrivere un lungo capitolo di storia del rock ormai quasi quarant’anni fa.

Sono della partita, oltre al produttore Joe Barresi (Tool, QOTSA, Melvins), Mike Bordin alla batteria e al basso la coppia Robert Trujillo/Duff McKagan.

I Want Blood”, grazie ad una track list ispiratissima, non fa prigionieri: brani come “Vilified”, il riff NWOBHM della pesantissima “Off The Rails”, l’introversa e più rock oriented “Echoes Of Laughter”, l’intro sabbathiano di quella lava vulcanica che ha per titolo “Let It Lie”, vi invitano nel mondo di questo straordinario musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici. Entrate in silenzio ed ascoltatelo, ancora una volta.