Endless. La contentezza e la curiosità che provo ogni volta che esce una nuova release a nome DGM sono, appunto, infinite. Questa band progressive metal è una vera garanzia, come una cantina di vini che ami e che ti accompagna per tutta la vita, sapendo di poterti regalare gioie ad ogni sorso.

L’album si apre con “Promises”, una traccia introdotta da una delicata chitarra acustica che si intreccia con un flauto traverso dall’atmosfera lisergica. Le melodie di synth e Hammond, perfettamente armonizzate, ci trasportano in un volo etereo. Il ritmo si intensifica con “The Great Unknown”, dove un meraviglioso violino fa la sua comparsa. In quest’opera, la band sembra voler fondere con solidità le radici del prog con influenze più moderne, mantenendo sempre una qualità essenziale: la continua ricerca timbrica.
Oltre alla straordinaria qualità musicale, va sottolineata l’eccellenza della produzione audio di “Endless”, che porta l’intero ascolto a un livello superiore. Ogni strumento è nitido e perfettamente bilanciato, permettendo alle diverse frequenze di convivere armoniosamente senza mai sopraffarsi a vicenda. Le chitarre, sia acustiche che elettriche, brillano con una presenza cristallina, mentre la sezione ritmica – basso e batteria – crea una base solida e avvolgente che esalta i momenti più energici dell’album con un dettaglio incredibile.
Il mixaggio è curato nei minimi dettagli: i synth e l’Hammond, presenti in diverse tracce, si inseriscono con eleganza e non risultano mai invadenti, anzi, arricchiscono le atmosfere sognanti e progressive che permeano l’intero lavoro. Il flauto traverso, che appare in più brani, riesce a emergere con grazia, senza mai risultare troppo lontano o perso nel mix. È evidente che la band abbia lavorato con un’idea e iter di produzione altamente professionale, attento a far risaltare ogni nuance sonora.
Anche l’utilizzo della dinamica è degno di nota: ci sono momenti in cui i brani esplodono in tutta la loro potenza, alternati a fasi più intime e riflessive, creando un’esperienza d’ascolto coinvolgente e mai monotona. Il mastering, impeccabile, garantisce che ogni traccia suoni al meglio su qualsiasi dispositivo, dall’impianto hi-fi più sofisticato alle cuffie o agli altoparlanti più semplici.
Questa attenzione maniacale ai dettagli rende “Endless” un album che non solo brilla per la sua composizione musicale, ma anche per la sua resa sonora. Ascoltarlo è un piacere non solo per i fan del progressive metal, ma anche per chi apprezza un lavoro di produzione curato e di alta qualità. Torniamo ora a vedere il resto del lavoro, perché ce ne saranno delle belle.
Dopo esserci lasciati trasportare dai sogni, è ora di confrontarci con i nostri incubi più profondi. “The Wake” diventa la colonna sonora di questa resa dei conti, guidata da un controtempo funambolico, preceduto da un inquietante piano elettrico e da chitarre turbolente. Qui il risveglio è brutale, la normalità è solo un’illusione, e siamo costretti a fare i conti con le nostre paure più recondite.
Superato questo momento di riflessione, è il turno di “Solitude”, che con l’introduzione di una dodici corde e il ritorno del flauto traverso, ci accompagna verso una nuova alba. Ci lasciamo alle spalle l’oscurità, liberiamo le lacrime e la notte si dissolve, leggera come un sussurro.
Ma come da ogni caduta, ci rialziamo con grinta. “From Ashes” ci travolge con uno skank beat che sa di hard rock raffinato, un inno alla speranza che, alla fine, non deve essere vista come un miraggio irraggiungibile.
Con “Final Call” respiriamo profumi di AOR: una traccia moderna e cantabile, un perfetto intermezzo che arricchisce ulteriormente il mix sonoro dell’album.

E poi, quasi inaspettatamente, arriva “Blank Pages”, una ballad intensa ed emozionante. Un pianoforte ricco, tenero e dolcemente amaro apre questo brano struggente, che dimostra ancora una volta come le band metal sappiano scrivere ballad come nessun altro.
L’album si chiude con eleganza, concatenando la penultima traccia al titolo di quella finale. “…Of Endless Echoes” ci riporta in un mondo sognante e celestiale, con una combinazione perfetta di chitarra acustica ed elettrica che si fondono in una melodia liquida e atmosferica. Ancora una volta, un flauto ci accompagna tra questi echi infiniti, suggellando “Endless” come una delle uscite più entusiasmanti del 2024.