Mentre in Europa i suoni americani stanno tornando all’attenzione del grande pubblico, oltreoceano è l’underground che continua a dare soddisfazioni, soprattutto a chi non si accontenta più dei soliti nomi, vecchi o nuovi che siano.

Nella tradizione a stelle e strisce si muovono grandi artisti che lì poggiano tutto il loro credo musicale come Joe Clark, un gigante cresciuto sulle rive del Kentucky e che alla sua terra e alle sue esperienze di vita dedica gran parte della propria musica.

Rock americano, si diceva, proprio perché Joe, ora accompagnato dai suoi Peacemakers, non lascia che un sottogenere specifico si impossessi del suo sound, ma prende in prestito dal southern, dal country, dal folk e dal roots rock tutto il necessario per dare alle sue canzoni anime ed atmosfere diverse.

“Hillbilly Voodoo” risulta quindi un mix perfetto di tutti i suoni che riempiono lo spartito di quel rock che negli States non è solo musica, bensì uno stile di vita, in quanto, mentre scorrono i brani dell’album, nell’ascoltatore si imprimono immagini nitide di paesaggi, momenti che si perdono in vite vissute.

Dopo l’esordio di due anni fa intitolato “Storyteller”, seguito dall’acustico “10 Years Too Late”, ecco quindi questa splendida raccolta di brani che si spera possano trovare spazio tra gli ascolti di chi al rock americano è profondamente legato.

Bellissimo.