“Smell Of grunge – La scena di Seattle e i suoi dischi” di Alessandro Ciancian e Giacomo Graziano (Arcana, 2025; pag. 388, € 19,50)
Non c’è dubbio che il grunge, da qualche anno, stia vivendo un periodo di riscoperta. Oltre la musica c’è molta attenzione sull’aspetto sociale, l’influenza sui giovani, la moda, e i ricordi di un’epoca al tempo forse vissuta solo come ribellione, ma che aveva in realtà molto di più da offrire. I due autori, conoscono la materia in modo dettagliato (Graziano è l’ideatore del collettivo, sito, canale YT, a tema “Smell Of Grunge” e Cancian un suo collaboratore), e hanno riversato la loro competenza in una ricerca maniacale di gruppi, dischi, etichette, riviste, fanzine, concerti, per riportare a galla un’epoca del rock indimenticabile, detestata solo da chi ama muoversi in un solo solco. Ma non serve la mia difesa d’ufficio, questo succoso volume è più che sufficiente, infatti in ordine cronologico, anche grazie a varie citazioni, racconta le gesta di un nugolo di eroi che seppero rivoluzionare il rock, facendo cadere dal piedistallo una generazione di idoli oramai lontanissima dai loro stessi fan. Veramente tanti i dischi analizzati, con l’audacia di ampliare lo spettro, portando sul tavolo della discussione anche album non considerati grunge, ma che vissero di luce propria in quegli stessi anni, condividendo produttori, tour e temi dei testi, il tutto raccontato con indagini critiche, numerosi dettagli, scritti con una buona capacità letteraria. (Gianni Della Cioppa)

“Playlist” di Luca Sofri (Altrecose, 2025, pag. 684, € 25)
Uscito qualche anno fa, il noto giornalista Luca Sofri ha sentito l’esigenza di offrire una nuova versione ampliata e corretta del volume dove cita, in questo caso, 3485 canzoni di ogni genere musicale e ne racconta aneddoti e curiosità, senza analisi tecniche musicali. Naturalmente la scelta di artisti e brani è soggettiva, anche se in qualche modo non manca chi deve esserci, se capite ciò che voglio dire. Poi se volgiamo le nostre band da culto della, conviene rivolgersi altrove. Scrittura di alta qualità e ritmo garantito, inoltre c’è il grande vantaggio che si può leggere a gusto personale, correndo da un nome all’altro e magari censurando quelli di cui non ci interessano. Ma, ed è questo il vero suggerimento che mi sento di dire: non fate questo errore, perché è proprio dai nomi che non amiamo che può arrivare la chicca che non ti aspetti. Ultima cosa: è la playlist dell’autore, non la nostra. (Gianni Della Cioppa)

“Live Aid, il suono di un’era” di Gabriele Medeot (Tsunami, 2025, pag. 236, € 20)
Gabriele Medeot è un musicista ed insegnante di musica, che ha scritto metodi musicali, ma ha saputo anche trasmettere la sua conoscenza attraverso la scrittura. In questo suo nuovo libro narra la storia di un decennio, gli anni ’80 naturalmente, prendendo come spunto di partenza l’evento del “Live Aid”, quando il cantante Bob Geldof decise di fare qualcosa per i bambini che morivano di fame in Etiopia. Quel qualcosa si trasformò nel più grande evento musicale della storia!! E così, in un viaggio che intreccia storia, memoria e musica, le pagine scorrono, con un bell’apparato fotografico, alcune volte a ritmo di rock, altre al vellutato passo di una ballata. Scrittura lineare e veramente piacevole, con uno stile narrativo coinvolgente e ricco di pasisone. Il libro si è trasformato anche in uno spettacolo teatrale musicale che vi invito a non perdere se capita dalle vostre parti. Sono due ore di grandi emozioni. (Gianni Della Cioppa)

“Niente specchi in camerino – La storia dei Soundgarden” di Valeria Sgarella (Tsunami, 2025, pag. 286, € 24)
Penso che pochi in Italia più della giornalista Valeria Sgarella avessero titolo per scrivere la storia dei Soundgarden. Il suo amore per Seattle, visitata numerose volte, la scena musicale degli anni ’90 di quella città, narrata anche con volumi di altri protagonisti e, mi sia concesso, la competenza e l’abilità di scrittura, sono tutti elementi che ci hanno regalato il libro che mancava sui Soundgarden. Una biografia completa, sorretta anche da continue testimonianze di tanti protagonisti del tempo, con numerosi interventi del chitarrista della band Kim Thayil, che ha scavato nella memoria per trovare ricordi ed episodi. Non manca lo spazio per i vari passaggi in tour del gruppo in Italia, dove scopriamo alcuni episodi al limite del grottesco, (ri)scopriamo la percezione della critica musicale italiana al grunge e ai Soundgarden e naturalmente alcuni approfondimenti sociali, perché la storia del gruppo di Cornell si intreccia inevitabilmente con quella di un intero movimento, quel grunge di cui l’autrice è totalmente innamorata. E questo amore si percepisce, senza tuttavia inficiare la lucidità della narrazione. Per chi è legato alla band, ed io sono tra questi, un libro imperdibile. (Gianni Della Cioppa)

“Pop is dead – La storia dei Radiohead” di Fernando Rennis (Nottetempo, 2025, pag. 340, € 18,90)
Nonostante il grande successo, i Radiohead non sono una band mainstream, ma la domanda è comunque legittima: sono l’ultima grande band della storia del rock? Per molti appassionati è proprio così, ma l’intento dell’autore, attento conoscitore del panorama britannico e artefice, tra gli altri, di libri su Smiths e l’etichetta Factory, non è quello di offrire una risposta certa, ma piuttosto di fornire al lettore gli elementi, per apparecchiare una propria opinione. Nella quasi 350 pagine scopriamo la storia del gruppo, le evoluzioni stilistiche, le contraddizioni filosofiche, l’alto valore culturale dei testi, il talento e il carisma, ma anche i dubbi e le insicurezze artistiche del leader Tom Yorke. Rennis è una penna di alto livello, la qualità di scrittura è notevole, degna del valore intellettuale dei Radiohead, tuttavia non mancano i momenti dove si sorride. (Gianni Della Cioppa)

“Sacre sinfonie. Battiato, tutta la storia” di Fabio Zuffanti (Il Castello, 2025; pag. 464, € 24)
Il musicista Fabio Zuffanti (La Maschera di cera, Finisterre, Hostsonaten…), deve avere una sorta di candida ossessione, visto che questo è il quarto volume che ha dedicato a Franco Battiato. Tuttavia questo gigantesco tomo è forse quello definitivo, che racconta passo dopo passo il percorso artistico e umano del Maestro. Il tutto viene puntualizzato da testimonianze, anche inedite, di collaboratori, musicisti e giornalisti, per un quadro finale che definire esauriente è limitante e che ha anche il grande pregio di mettere nella giusta luce il collaboratore Giusto Pio, musicista e compositore di grande talento, non sempre considerato a dovere nel cammino artistico di Battiato. Ma quello che stupisce davvero è la moltitudine di notizie inedite che si scovano tra le pagine, come a dire che un personaggio come Battiato, ha ancora molte carte nascoste nelle pieghe del suo repertorio. Scritto molto bene, il libro resta comunque di facile lettura e questo è un ulteriore merito dell’autore. (Gianni Della Cioppa)

“Dissonanze per un delitto – Ennio Morricone nel cinema thriller italiano” di Marco ferretti (Shatter, 2023, pag. 440, € 26)
Avvicinarsi al Maestro Ennio Morricone è una sfida che mescola incoscienza e coraggio, ma il giornalista Marco Ferretti la affronta con la consapevolezza di scontrarsi con una materia che ama e quindi diventa tutto più facile. A dire il vero la convinzione è doppia, perché l’autore apprezza sia il cinema thriller che Morricone, per un’abbinata che ha funzionato benissimo, come ci dimostra l’autore, che puntualizza anche che molte costruzioni musicali sono comunque in grado di vivere di vita propria. Ma prima di addentrarsi nel viaggio film per film, divisi per aree stilistiche e cronologiche, dove si racconta della trama e di alcune curiosità, c’è spazio per due capitoli che ci introducono ad un’analisi stilistica del cinema di genere e allo sviluppo delle colonne sonore nei film thriller. Funzionale l’idea di mettere dei QR code che rimandano a Spotify, così da poter ascoltare la colonna sonora descritta. Poche le foto, ma alcune sono davvero efficaci! (Gianni Della Cioppa)

“Assetati di sangue – 45 serial killer allo specchio” di Trevor Sadist (Shatter, 2020, pag. 238, € 14)
Non è una novità, visto che il volume è del 2020, ma credo che meriti una citazione questo libro scritto dal noto Trevor, il cantante dei Sadist, una delle death metal italiane più note, anche a livello internazionale. Trevor con in queste pagine realizza uno dei suoi sogni, ovvero raccontare la figura del serial killer. Qui prende in esame 45 assassini, esseri umani dall’animo malvagio che lo hanno sempre affascinato, ma che, come lui stesso confessa, non è in grado di spiegare il motivo. Anche perché chi conosce Trevor, non può che apprezzarne l’educazione e l’empatia con il prossimo. Tuttavia, come sul palco, anche come narratore Trevor si trasforma e ci porta dentro l’anima gelida di queste personalità sadiche, esseri calcolatori, che provano piacere nell’uccidere. Alcuni dei protagonisti passati in rassegna sono noti e narrati in ampie letterature e film, altri sono poco noti, ma altrettanto crudeli. Oltre alla narrazione degli assassini è interessante soffermarsi su alcune considerazioni dell’autore: non c’è posto al mondo sentirsi al sicuro, perché il serial killer opera allo stesso modo in ogni angolo del mondo, indipendentemente dallo status sociale e dalla formazione culturale, anche se mediamente hanno quozienti intellettivi alti. Bella l’idea di chiudere i capitoli con una sorta di poesia, ispirata dall’assassino. Come dice Trevor: stay brutal. (Gianni Della Cioppa)
