Tra pandemia, incendi e problemi personali i The Far West riescono nell’impresa di pubblicare il loro terzo album, successore del bellissimo “Any Day Now”, uscito ormai una vita fa. La band di Los Angels, alfiera di un sound che porta con sé influenze alt country e americana, dà alle stampe un documento sonoro che è speranza e tragica consapevolezza, un mix letale di emozioni tramutate in musica a stelle e strisce. Il gruppo è formato da Brian Bachman (batteria, chitarra acustica), Aaron Baker (chitarra, mellotron), Robert Black (basso), Lee Briante (chitarra, armonica, voce) e Michael Whiteside (tastiere) e, accompagnati da unbuon numero di ospiti (tra cui il grande Dave Alvin alla chitarra), danno forma a un quadro dai vari colori, più grigi nei testi e più tenui nel sound, che ha nelle chitarre il punto di forza, grazie ad un buon intreccio tra accordi acustici e vivacità elettriche. A tratti, grazie alla splendida voce di Lee Briante sembra di essere al cospetto di un Bob Dylan, anziano ma energico cantautore dell’espressione più autentica dell’America di ieri e di oggi. Intimo, delicatamente tragico, forte e sincero “Everything We Thought We Wanted” si nutre di ispirazioni, di grandi artisti che hanno influenzato il quartetto californiano, di momenti di vita che appartengono ad una California piena di contraddizioni. Una dozzina di brani tra eleganza e urgenza rock rendono questo nuovo album targato The Far West un bellissimo affresco musicale grazie all’opener “See For Yourself”, alla genialità acustica di “Joshua Tree”, alla bellezza della meravigliosa “For The Birds” o al country rock della rurale “Happy Now”. Non ci resta che augurare il meglio alla band californiana, autrice di un lavoro dalla gestazione lunghissima, ma dalla qualità altissima, alla prossima.
