Non sembra aver convinto né la critica né i fan questo ritorno dei Kreator, panzer tedeschi in giro da metà ’80, a quattro anni di distanza da “Hate Über Alles”. Ma a ben vedere sono circa due decadi che la band del cantante Mille Petrozza non porta a casa un voto da secchione della classe. Tuttavia, a mio avviso non hanno mai demeritato, anche se da qualche tempo il quartetto ha dato una ripulita al sound, rimando sempre naturalmente nei confini del thrash metal, ma meno sporco e con un’attitudine direi speed. I brani cercano un impatto forte e battagliero, per poi ammorbidirsi quando arrivano i ritornelli, momento che in concerto funziona alla grande. Se volete il mio parere – occhio all’eresia – preferisco questi Kreator a quelli statici a cavallo tra i due millenni. Niente di personale, ma qui ci trovo un buon equilibrio tra aggressività, velocità e melodia, e Mille che canta con una cazzima meno forzata, cosa che trovo credibile. È un limite? Non credo, anche se i fan della prima ora, da tempo gridano al tradimento. Non acquisterò il cd di “Krushers Of The World” (purtroppo non ho denaro per tutto e devo fare delle scelte…), tuttavia se mi capiterà di ascoltare “Seven Serpents”, “Satanic Anarchy”, “Blood of Our Blood”, “Tränenpalast” dove Mille divide il canto con Britta Görtz degli Hiraes, una giovane death metal band cannoazionale e “Loyal To The Grave”, una chiusura con i fiocchi, non mi girerò dall’altra parte. È un buon disco, fidatevi.
