La seconda giovinezza di Slash passa dal blues e non poteva essere altrimenti.
Appassionato da sempre del padre di tutti i generi, in questa seconda parte di carriera, oltre a collaborare con un numero imprecisato di artisti della scena rock blues, lo storico chitarrista dei Guns’n’Roses ha licenziato il bellissimo album di cover “Orgy Of The Damned” (recensito puntualmente su queste pagine) dove, con una manciata di ospiti del calibro di Brian Johnson, Beth Hart, Chris Robinson, Demi Lovato, Paul Rodgers e altri, ha creato un tributo al blues che chiamare entusiasmante è un eufemismo.
Come se non bastasse, visto il successo dell’opera e la tanta voglia di essere ricordato anche come sanguigno bluesman, si è fatto accompagnare dalla Blues Ball Band (Tash Neal alla voce e chitarra, Michael Jerome alla batteria, Johnny Griparic al basso e Teddy Andreadis alle tastiere) ed è partito in tour.
Quello che ha chiamato S.E.R.P.E.N.T Festival (Solidarity, Engagement, Restore, Peace, Equality N’ Tolerance) vede la band in versione live riprodurre molti dei brani suonati in “Orgy Of The Damned”, più una manciata di tracce scelte per l’occasione.
E’ IL 17 Luglio dello scorso anno quando la band sale sul palco della Mission Ballroom di Denver in Colorado per regalare ai posteri una performance pazzesca, grazie ad un vocalist nato per cantare il blues, con la sua voce vissuta e “nera” tanto da alzare centimetri di pelle d’oca e non far rimpiangere i famosi cantanti che si sono dati il cambio sui brani in studio, ed un chitarrista che, a sessant’anni e una vita spesa nel nome del rock ’n’ roll nei suoi pregi, ma soprattutto nei suoi difetti, non ha perso nulla in grinta aumentando a dismisura il feeling.
Il gruppo esaltato da una platea che non risparmia applausi a scena aperta, dà letteralmente spettacolo, grazie anche ai classici che uno dopo l’altro vengono eseguiti con un trasporto che a tratti commuove.
“Oh Well” e “The Pusher” dei Fleetwood Mac, “Crossroads” dei Cream, “Parchman Farm Blues” dei Cactus, quella “Stormy Monday” di T-Bone Walker che non fa rimpiangere la spettacolare versione con la regina bianca del rock blues odierno Beth Hart apparsa sul disco precedente, sono solo alcuni dei momenti in cui le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!
Johnny Griparic: bass, backing Vocals // Michale Jerome: drums //Teddy “Zig Zag” Andreadis: keyboards, harmonica, vocals
Slash: lead guitar, rhythm guitar // Tash Neal: rhythm guitar, vocals
