La scena italiana sta muovendo passi importanti a livello internazionale per quanto riguarda i suoni “americani”.

Blues, Soul, southern rock, funky e classic formano il centro dell’universo rock, da dove partono per altri lidi artisti e gruppi formando l’indistruttibile e storica scena mondiale.

Oggi parliamo di Matt Pascale & The Stomps, band tutta italiana, ma con l’esordio nato in quel di Los Angeles e registrato negli studi del produttore Fabrizio Grossi (Steve vai, Billy Gibbons, Glenn Hughes, Eric Gales e la Supersonic Blues Machine).

Licenziato dalla Dixiefrog Records, l’album è di fatto il primo passo discografico del cantante, chitarrista e compositore Matt Pascale, accompagnato in questa avventura da Matteo Magnaterra al basso, Elia Squartini alla batteria e Rishi Yildiz alle tastiere.

Con una forma canzone elegante e raffinata, un tocco sanguigno non solo nei solos chitarristici, ma nella voce vissuta del pur giovane leader, “Home” si candida come ennesima sorpresa di quest’anno nel genere, sempre che chi ascolta abbia i padiglioni auricolari allenati alla varietà e alla fantasia compositiva.

Fin dalla title track posta in apertura, l’album risulta infatti un viaggio tra il rock tradizionale di matrice statunitense, dove trovano spazio atmosfere che vanno dal funky, al soul, dal southern (Bellissima la conclusiva “When The Money Talks”), al classic rock e al blues, creando un caleidoscopio di suoni e umori che non lasciano spazio alla noia.

Chitarra e voce fanno ovviamente bello e cattivo tempo, ma è la band tutta che mette in mostra un feeling davvero unico.

I brani che non mancano di soddisfare chi ascolta non hanno soluzione di continuità e così passiamo da un genere all’altro (Sugar Mama ha tanto del Marcus King solista dello splendido “Mood Swings”), mentre “Lost & Found” è un rock sorretto da un riff roccioso e un chorus che diventerà un classico in concerto.

“Hide & Seek” è una canzone “nera” dove il funk è a tratti sovrastato da tastiere vintage, mentre “Why Don’t You Tell Me A Lie” è la ballad del disco dove soul e blues si alleano per emozionare, anche grazie alla voce particolare ma efficace di Matt Pascale.

In conclusione, un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.