Chi ha a cuore la storia del rock e, soprattutto, di uno dei suoi periodi più fulgidi (dalla fine degli anni sessanta a quella del decennio successivo) non può prescindere da “Death Walks Behind You”, capolavoro indiscusso del gallo atomico e opera tra le più significative dei primi anni 70′.

Come molte band di quegli anni, gli Atomic Rooster ebbero il loro momento d’oro (soprattutto a livello qualitativo) tra il primo album omonimo e “Nice ‘N’ Greasy”, quinto lavoro uscito nel 1973 e che andava a concludere la prima parte di carriera del gruppo, tornato poi nel 1980 e poi ancora una volta ai box dopo l’uscita di “Headlines News” nel 1983.

Nel 2016 viene rimesso in circolo il nome della band grazie ad una serie di tour che si sono protratti fino a che Steve “Boltz” Bolton (unico membro origlinale del gruppo) insieme a Adrian Guatrey (voce, hammond, tastiere, pianoforte), Anthony Millidge (basso), Paul Everett (batteria) si sono rinchiusi in studio per dare vita ad un nuovo album.

“Circle The Sun” arriva dunque sul mercato dopo trentadue anni dall’album del 1983, e il timore che potesse deludere fans e addetti ai lavori era tangibile, visto il lungo periodo di pausa; al contrario, l’album non demerita assolutamente, ricco com’è di tutti i cliché che hanno fatto storia tanti anni fa. Un sound che si poggia su un hard rock progressivo comandato dall’Hammond, dove ispirazioni blues, tormenti gotici e riff potenti si incastrano perfettamente dando vita a dieci tracce pulsanti, sanguigne, oscure o aperte al rock’n’roll. La parola d’ordine di Bolton e compagni è varietà e ascoltando l’album ci si ritrova su una giostra musicale dove ora comanda l’hard rock (l’opener “Fly Or Die”e la tittle track), ora il progressive (Walk With Me), ora sensazioni gothic/doom (No More), ora il rock blues (“Last Night”).

Guatrey con rispetto gioca a fare il Vincent Crane e ci riesce alla grande, dando prova di grande talento con i tasti d’avorio e in possesso di una voce perfetta per l’importante compito. “Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.