Che il sound prodotto fin dagli inizi dai The Black Keys avesse la particolarità di essere vario e slegato da principi di genere è fuor di dubbio, ma che oggi ci potessimo trovare al cospetto di una title track che sembra uscire dalle sessions di uno a caso tra gli album dei Fleetwood Mac, era Stevie Nicks/Lindsey Buckingham, non ce lo aspettavamo di sicuro.

Archiviato il poco apprezzato “Ohio Players”, precedente lavoro dello scorso anno, il duo composto da Daniel Auerbach (voce e chitarra) e Patrick Carney (batteria) vende ancora una volta l’anima al mondo delle radio per questa raccolta di brani intitolata “No Rain, No Flowers”, valorizzata da collaborazioni di altissimo livello partendo dal produttore Rick Nowels e passando per “aiutini” di tutto rispetto come Demond Child, Daniel Tashian e Scott Storch.

Un disco per le radio americane e non solo, pensato per tornare a farla da padroni sulla scena rock attuale, quella ovviamente più mainstream anche se il duo si nasconde dietro facciate retrò come l’immagine di copertina.

Non fraintendetemi, “No Rain, No Flowers è un lavoro che piace e fa di tutto per piacere, rimane una passata di cipria di troppo a coprire qualche rozza idea rock’n’roll che viene sommersa da arrangiamenti radiofonici e pop oltre misura.

Ed è così che il rock duro di “Man On a Mission” e quello più anni settanta di “A Little Too High” risultano i brani più intensi di tutto l’album, lasciato inerme a galleggiare sul letto di un fiume di delicato pop radiofonico che alla lunga non incide.

Sembra che ultimamente prevalga più la voglia di conquistare classifiche che quella più vera di raggiungere il cuore e l’anima di chi ascolta, peccato.