Ad ogni album, ad ogni brano creato, suonato e cantato c’è dietro una storia. A prescindere dal genere musicale non c’è canzone o trama musicale che non si porti dietro una storia, vera o inventata che sia.

Nel cantautorato è una prassi consolidata mettere in musica pezzi di vita vissuta, raccontati da menestrelli, artisti, musicisti e parolieri.

La provenienza è un dettaglio da non sottovalutare e, come in questo caso, l’America fa tutta la differenza del mondo.

Torna dopo quattro anni dal precedente lavoro (l’acclamato “Horses And The Hounds”) James McMurtry con questo nuovo bellissimo album intitolato “The Black Dog And The Wandering Boy”, una raccolta di dieci perle che, attraverso la poesia a tratti elettrica del rock americano cantautorale racconta storie, personali e non, schierandosi contro l’America trumpiana, le tante contraddizioni di un paese troppo grande per essere vissuto e capito fino in fondo e regalandoci qualcosa di sé iniziando proprio dal disegno in copertina, ritratto come sembra di un James bambino e di un cane, anche se la matrigna del cantautore texano gli descrisse l’immagine come sua abituale allucinazione portata dalla demenza.

Ogni brano una storia come l’opener “Laredo (Small Dark Something), scritta da John Dee Graham su un week end perso a drogarsi, o la storia di un poliziotto alcolizzato e la sua atavica stanchezza di vivere nella splendida “South Texas Lawman”, per non dire della splendida title track.

Il banjo dolcemente pizzicato è protagonista, così come la voce strascicata da vecchio figlio del deserto texano in “Annie”, e sono la parte pulita di un lavoro sporcato di blues come nella title track e nei due capolavori che arrivano ad alzare definitivamente la qualità di un disco che tanto sa di capolavoro (“Back To Coeur D’Alene e “Sons Of The Second Sons).

Accompagnato da una band che vede Betty Soo (fisarmonica e cori), Cornhead (basso), Tom Holt (chitarra), e Darren Hess (batteria), più una manciata di graditi ospiti come Sarah Jarosz, Charlie Sexton, Bonnie Whitmore e Bukka Allen, James McMurtry si conferma come uno dei migliori cantautori e rockers di questa generazione….rock on!