I The Third Mind dalla California a molti diranno poco o niente ma sono a tutti gli effetti da considerare un supergruppo; nata da un’idea di Dave Alvin, la band ha dato alle stampe due lavori, il primo omonimo licenziato nel 2020 e “The Third Mind 2”, uscito un paio d’anni fa.

Oggi tornano con un live set che vede, oltre a Dave Alvin alla chitarra, la cantante Jesse Sykes, Michael Jerome alla batteria, Mark Karan alla chitarra, Victor Krummenacher al basso e Willie Aron alle tastiere.

“Live Mind” include varie registrazioni del tour che ha visto il gruppo esibirsi tra Febbraio e Marzo dello scorso anno al Troubadour di Los Angeles, al Ventura Music Hall di Ventura e al The Kessler Theater di Dallas, fotografando pienamente quello che la band californiana sa donare sul palco nel suo andare a toccare corde che vanno dal blues, alla psichedelia, dal folk, passando per il jazz e il rock in un contesto di musica adulta pregna di emozioni.

Il live, oltre ad un paio di brani originali, è di fatto una jam session in cui si alternano nomi iconici del rock americano reinterpretati dai The Third Mind i quali, consapevoli dell’importanza dei brani, fanno spallucce e ci giocano come un gatto con una pallina di lana.

I quindici minuti di “East-West”, brano presente sul debutto del combo californiano e cover della mitica Paul Butterfield Blues band, è il momento più esaltante del disco, accompagnato da vere chicche come “Groovin’Is Easy” degli Electric Flag e “Morning Dew”, brano di Bonnie Dobson coverizzato in passato da artisti del calibro di Jeff Beck Group e Grateful Dead, senza tralasciare i giochi di chitarra in “Dark Star”.

La Sykes ammalia, ipnotizza il pubblico presente agli eventi come le eroine del rock degli anni 60’/’70 e conferisce al sound quel tocco di nostalgica magia psichedelica che fanno di questo live un lavoro imperdibile.