I WolveSpirit sono una band hard rock tedesca proveniente da Würzburg e la loro discografia consta dal 2011, anno di uscita del debutto “Spirit Metal”, sei full length a cui si aggiunge questo nuovo lavoro intitolato “Bullshit”.
Copertina ignorantissima, concept che riguarda l’intelligenza artificiale e le disillusioni del nostro tempo, un sound ormai collaudato, ma che questa volta non disdegna in sede di arrangiamento spunti più moderni del solito, rappresentano le principali caratteristiche di questo settimo album firmato Wolvespirit, successore di quel “Change The World” che tanto era piaciuto agli addetti ai lavori.
Con “Bullshit” troviamo un gruppo più propenso al cambiamento e alla varietà della proposta, passando da brani dall’approccio moderno (in alcuni casi forse troppo) a uno più classico e in linea con la musica creata in passato; succede così di ritrovarsi al cospetto di un’apertura che spiazza non poco (il groove moderno di “Titanium” e “Robots”) per arrivare alla title track, più classicamente hard & heavy.

Il gruppo capitanato dalla particolare voce della cantante Deborah Craft offee il meglio in un contesto più classico e, così, in nostro aiuto arrivano la classic metal “Dragon Age” e la robusta e cadenzata “Still Undefeated”.
Le tastiere di Oliver Wolfhart sono presenti ma a tratti messe in secondo piano in brani come “Screaming”, mentre la chitarra di Richard Wolfhart si prende carico del sound alla pari con una sezione ritmica che si mostra decisa e pesante come mai in passato (Sylvana Lenzchau al basso e Martin Monroe alla batteria).
“Bullshit” è un album che resta sospeso tra l’intenzione da parte dei WolveSpirit di intraprendere definitivamente la strada della modernità e quella di rimanere aggrappati con le unghie e con i denti al classico, tutto ciò senza che vengano meno i molti spunti d’interesse capaci di rendere il tutto appetibile per i fans della band tedesca.
