L’isola di Man è un verde isolotto posto tra l’Irlanda e l’Inghilterra e da lì proviene il chitarrista e compositore Davy Knowles, in passato anima dei rockers Back Door Slam, che oggi torna sul mercato con un nuovo album solista, questo bellissimo “The Invisible Man”, quadretto a tinte quadrifoglio di blues rock britannico.

Un’altra sorpresa, o meglio un ritorno alle sonorità care al musicista dopo la parentesi folk del precedente album, licenziato appena un anno fa ed intitolato “If I Should Wander”, dove appunto, Knowles se la vedeva con il folk e la musica celtica, tradizione di una parte delle sue ispirazioni compositive.

La band si presenta come un trio in cui Knowles canta e suona le sei corde e Tod Bowers forma la sezione ritmica insieme al batterista Mike Hansen.

Vicino, molto vicino alla sua maggiore influenza (il mai troppo osannato Rory Gallagher) Knowles confeziona un album godibile nella sua semplice ed efficace struttura.

Le tracce seguono l’atmosfera di cui è composto l’album, fatta di un blues rock che si veste a tratti del colore verde della vicina Irlanda, ma non manca di fare due passi negli States, prima di tornare nel Regno Unito.

C’è davvero di tutto tra lo spartito di “The Invisible Man”, dagli Allman Brothers ai Cream, da Gallagher, ai Gov’t Mule e Robin Trower, anche se la personalità di chi suona è palpabile in brani come “Good To Know Ya”, la title track o “One Wrong Move”.

Un album che non si smette tanto facilmente d’ascoltare, consigliato!