Scrivere due righe su Daniel Neagoe e la sua musica non è assolutamente un’impresa semplice; troppo profondo il messaggio, troppo emozionante e malinconico il sound che, a distanza di anni continua a lasciare cicatrici nelle anime di chi, dalle prime opere d’arte targate Clouds fino ai capolavori degli Eye Of Solitude (altro progetto del cantante, compositore e polistrumentista rumeno) ha continuato a seguire la sua arte.
Un personaggio di una bellezza interiore e di un’umanità disarmante, esempio e causa di diatribe a sua insaputa sull’essenza di un genere come il doom, qui nella sua veste più malinconica e poetica anche se, come suggerisce l’uso abbondante del growl su questa nuova opera, il dolore e la struggente consapevolezza del dramma ognuno la esprime nel modo che ritiene più consono senza perdere nulla in qualità ed espressività.
Perché è ovvio che stiamo parlando di un altro album di qualità superiore alla media, arrivato dopo un periodo di malattia del nostro che, accompagnato dal flauto (assoluto protagonista insieme al cantato del leader) di Andrei Oltean, ricama splendidi e malinconici arazzi funeral/death/doom in un contesto in cui le voci limpide tornano in secondo piano per lasciare al growl l’intera scena.
“Desprins” è il sesto album in studio di questa splendida creatura oscura chiamata Clouds, sei opere che ne hanno decretato la leadership del genere insieme ad un’altra manciata di gruppi, nati per scavare con la loro musica nelle anime più introverse e sensibili.
Spaventoso dolore, follia e rabbia, poesia che descrive l’oscurità delle coscienze: tutto questo si trova in questi nuovi sette brani (ascoltatevi come priorità “Life Becomes Lifeless”), più due bonus track (i singoli “Sorrowbound” e “Chasing Ghost”, usciti rispettivamente nel 2022 e 2023) che formano il primo grande lavoro uscito nel nuovo anno per quanto riguarda la musica estrema. Attenzione; più di concetto ed emozioni che nel sound, sensazioni che grazie al talentuoso ed unico artista rumeno rivivono in ogni opera targata Clouds.
