Diciamolo: in Italia siamo davvero bravi quando si tratta di musica progressiva, che sia ispirata al classico suono settantiano o al più moderno prog metal, poco importa.
É dai primi anni settanta, infatti, che il genere a livello qualitativo non trova battute d’arresto, prima con i mostri sacri ispirati dalle sonorità che arrivavano dal Regno Unito, poi a loro volta diventati maestri e oggi dopo tanti anni con le nuove leve, più che mai coinvolte nell’unire tradizione, nuove sonorità e tanta della loro personalità.
I Blacksmith Tales, per esempio, licenziano questo loro secondo album, un concept scritto dal musicista e compositore David Del Fabro, leader e guida del gruppo raggiunto dal cantante Stefano Sbrignadello e dal batterista Simone Morettin, mentre rimangono al loro posto Beatrice Demori (voce), Marco Falanga (chitarra e basso) e Luca Zanon alle tastiere, già presenti sul precedente “The Dark Presence”, uscito nel 2021.
“Pathway To Hamlet’s Mill” è ispirato dal libro “Il Mulino Di Amleto”, un’opera letteraria scritta da Giorgio De Santillana e Hertha Von Dechend sul significato alternativo della parola “mito”.
Gli otto brani musicalmente seguono le linee guida del primo lavoro, un rock progressivo che trova soluzioni metalliche e sfumature folk, una predisposizione per sonorità ed atmosfere ispirate all’antico Egitto e una mai doma voglia di emozionare più che stupire, virtù non da poco quando si parla di musica progressiva.
Non fraintendetemi, i musicisti ci sanno fare alla grande con i propri strumenti, ma la tecnica è al servizio di un songwriting eccellente.
Un album da ascoltare dal primo all’ultimo minuto, con un lavoro al piano ed alle tastiere che definire esaltante è un eufemismo, anche se è tutta la band a dare il massimo in una track list dove trovare un brano sopra gli altri è alquanto difficile.
Menzione particolare per l’unica traccia cantata in italiano, la bellissima e folk oriented “C’è Casa a 30 Miglia”, dove è più marcata l’influenza delle vecchie band che hanno fatto la storia del progressive tricolore.
Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.
