Tornano con il loro secondo album i Mojo Thunder, quartetto proveniente dal Kentucky; il primo ottimo disco, licenziato nel 2021 e intitolato “Hymns From The Electric Church”, aveva favorevolmente impressionato appassionati e addetti ai lavori con un sound ricco di spunti southern, rock, blues e soul.

Oggi Bryson Willoughby (chitarra), Sean Sullivan (voce e chitarra), Andrew Brockman (basso) e Zac Shoopman (batteria) proprongono “The Infinite Hope”, un album che, a parte una copertina che ricorda una band melodic power metal sperduta del Nord Europa, conferma la buona qualità della proposta dei Mojo Thunder, che trovano in una più marcata vena soul rock la strada per differenziare i nuovi brani dalla track list del lavoro precedente.

Il gruppo, quindi, lascia in parte il rock duro per un approccio più melodico e classico in cui la melodia la fa da padrone. “The Infinite Hope” scorre bene e il gruppo dà il meglio di sé quando il southern ed il blues riprendono in mano il sound, specialmente nelle convincenti “Memphis” e “Caroline” o nella grintosa rock’n’roll song “Holy Ghost”. Non mancano richiami ai nuovi eroi del rock americano come “Whiskey Myers” o “The Cold Stares”, così come non viene trascurata una verve moderna che esce prepotentemente allo scoperto e consolida la posizione di rilievo dei Mojo Thunder tra i nomi emergenti del rock americano odierno.

“The Infinite Hope” si chiude in bellezza con “Greetings From Western Art”, un brano di sette minuti che è una sorta di sunto del credo musicale del gruppo del Kentucky.