Uno dei debutti più potenti e convincenti dell’anno in corso arriva da Bradford (West Yorkshire), città e terra che in passato hanno dato i natali a nomi come New Model Army, The Cult, Terrorvision e My Dying Bride (tanto per citarne alcuni dei più famosi).

I Dead Monarchs si sono inventati un album mostruoso per la potenza espressa, monolitico ma non monocorde, anzi; il sound, che avvolge nelle sue spire stritolando come un enorme pitone affamato con questa dozzina di brani, si compone di non pochi suoni ed ispirazioni, dall’heavy metal, al punk rock, dallo stoner, al garage, dallo sludge, al groove senza soluzione di continuità per quasi un’ora di devastante impatto metallico.

Titan” è un album senza freni, la band britannica scaglia contro l’ascoltatore tutta la sua furia sotto forma di musica, grazie a bombe sonore come “Galactic Blast”, “Immaculate Deception” o il rock’n’roll di “Fool Britannia” e l’uscita di scena non può che essere da applausi con “The End”, brano che in poco più di sei minuti riassume in toto quel sound con cui il gruppo ci ha letteralmente violentato per quasi un’ora.

Al Mancrief (voce e basso), Kevin McGonnell (batteria), Adam Marshall (chitarra) e Will Grinder (chitarra), hanno dato vita ad un esordio entusiasmante; segnatevi il nome di questo gruppo, ne risentiremo parlare.