Per un’artista eclettica e particolare come Björk, che da sempre ha una cifra unica e peculiare e da sempre si muove in universi musicali ogni volta differenti, che vanno dall’elettronica agli strumenti classici al canto corale, giocare con la musica e in special modo con la propria, reinventarsi, riproporsi sono cose essenziali e rese facili da un talento incontestabile. Nell’ultima versione del suo percorso musicale, l’artista islandese ha realizzato una serie di esibizioni “Orchestral” alla Harpa Concert Hall di Reykjavik, quattro esibizioni per l’esattezza, a partire dal 2021, con diversi ensemble orchestrali e corali. Quello che esce in questo novembre 2026 è il quarto appuntamento, con Björk supportata dall’Hamrahlíð Choir, diretto dalla sua leggendaria fondatrice, Þorgerður Ingólfsdóttir. L’esibizione è davvero particolare e strabiliante perché è realizzata quasi esclusivamente con le voci. Almeno nella prima parte non c’è alcun supporto strumentale e nella seconda emerge qualche flebile contributo elettronico. Ma l’essenziale resta nella voce davvero unica di Björk e nella valorizzazione che ne danno i coristi, in un’esibizione davvero suggestiva anche dal punto di vista visivo. Quasi logicamente Björk non sceglie di stravolgere pezzi fra i più noti regalandone una versione alternativa, ma si concentra principalmente sulla tracklist di “Medùlla”, il suo album del 2004, parecchio discusso all’epoca, che era già quasi interamente impostato su performance esclusivamente vocali. E anche gli altri cinque pezzi selezionati da album diversi (“Vespertine”, “Biophilia”, “Homogenic”, “Volta” e “Selma Songs”) sono scelti non in base alla fama ma alla loro coerenza con questo tipo di concerto vocale. Unica parziale eccezione forse, “Hidden Place”, brano davvero famoso che comunque da questa rivisitazione esce benissimo. Björk è un’artista di cui di solito si pensa che possa piacere o non piacere in modo molto netto: particolare nella voce, nelle scelte musicali e anche visive, non predilige mai la via semplice (Ascolta qui “Where Is The Line”).. Questi concerti, in cui ha incontrato e condiviso il palco con oltre cento musicisti islandesi, lo confermano. Quanto all’Hamrahlíð Choir, che aveva già collaborato con l’artista in diverse occasioni anche nei dischi di studio, è una delle più importanti istituzioni musicali d’Islanda dal 1982, quando è stato fondato dalla stessa direttrice attuale, all’interno dell’ Hamrahlíð College. Oltre tremila giovani islandesi sono passati in questo ensemble davvero unico, perfetto per unirsi alla peculiarità di un’artista come Björk.