Gli Status Quo negli anni Settanta e Ottanta è stata una band impossibile da non conoscere con il loro rock’n’roll impossibile da non riconoscere. L’apertura dei Live Aid con “Rocking all over the World” e sono stati regolarmente nella top 20 delle classifiche britanniche con il loro stile boogie di tre accordi. Il loro repertorio profondo e ricco di successi come “You’re in the Army Now” ed altre che non sto qua ad elencarvi. Francis Rossi è ora un veterano della scena musicale inglese, negli anni  ha pubblicato molto materiale solista. “The Accidental” di Francis Rossi, pubblicato da earMUSIC  è una sorta di sorpresa. Dice Rossi. “Passo la vita dentro e fuori dallo studio, provando, smanettando, ma qualcosa è successo all’inizio di quest’anno e, prima che me ne accorgessi, avevamo creato qualcosa di speciale”. Mentre i precedenti album solisti di Rossi esploravano il suo amore per le ballate acustiche, le armonie vocali e la fusione tra rock britannico e influenze country, questo album, il primo di Francis Rossi in sette anni, segna un vero ritorno al suono energico e guidato dalla chitarra che lo rese una leggenda con gli Status Quo. ‘The Accidental’ vede Francis Rossi giocare sui suoi punti di forza, ma correndo rischi, liberandosi ed esplorando nuovi territori – questo album parla di ossa vecchie e sangue fresco,  proviene in gran parte da Hiran Ilangantilike, un chitarrista che era stato originariamente un amico di scuola di uno dei figli di Francis, e co-produttore Andy Brook. Con John ‘RhinoEdwards e Leon Cave che poi hanno registrato le parti di basso e batteria, e Amy Smith che ha nuovamente portato una dimensione extra ai cori, Francis Rossi ha prodotto ‘The Accidental’; il co-produttore Andy Brook ha registrato, masterizzato, ingegnerizzato e suonato nel disco, e ha co-scritto tre tracce.” “Much Better”  ha delle armonie nel ritornello fantastiche, un ottima traccia di apertura. “Go Man Go” si apre con un riff in stile Status Quo, un marchio di fabbrica impossibile non riconoscerlo, boogie on! “Push Comes To Shove” ha un ritmo che ricorda “London Calling”, molto british questo brano. “Back On Our Home Ground” un bel blues, una traccia più lenta con un ritmo di batteria solido, con le vocalità molto centrate. “Going Home” honky-tonk blues in purezza, un brano senza tempo, potrebbe uscire anche dal periodo della swinging London, ma con “Bye My Love” torniamo in territorio Quo, brano senza pensieri “Something In The Air (Stormy Weather)” ha un’apertura forte e potente, diverso dagli altri un bel brano rock e come sempre gran lavoro nei ritornelli. “November Again” è ipnotica, scarna nei suoni ma con un ritmo contagioso che ti fa tornare voglia di risentirla. “Oh So Good”  propone ancora un’altra faccia di questo disco, veramente zeppo di buone idee. “Beautiful World” oltre ad esser la traccia più lunga dell’album (e la mia preferita), torna a proporci quel sound tipico dei Quo, dal vivo sarà fantastica, ti tiene in sospeso per poi partire col boogie tipico loro. “Time To Remember” chiude il disco con dolcezza, una ballad al pianoforte riflessiva. “The Accidental” è un bel disco pieno di  calore, energia e passione, nella classica tradizione degli Status Quo. Una bella prova di Francis Rossi, che sa ancora farci sorridere ed emozionare.