Lucinda Williams, archiviati i problemi di salute è tornata ad emozionarci con la sua musica, un rock di matrice folk/blues con influenze country che al netto di ogni riferimento ed ispirazione è rock americano cantautorale senza se e senza ma. L’ictus che sei anni fa ha minato i movimenti della cantante ma non la voce è ormai archiviato e la Williams passati da qualche anno i settanta non ha alcuna intenzione di lasciare il podio delle cantautrici più influenti degli ultimi quarant’anni. “World’s Gone Wrong” cade a fagiolo in questo periodo di follia politica e sociale, statunitense ma non solo, una denuncia e presa di posizione importante che la Williams traduce in dieci brani di cantautorato rock di cui la nostra è ormai da molti anni un personaggio di spicco. La vita di tutti i giorni, le difficoltà che si incontrano in una società/giungla come quella attuale vengono elaborate in una scrittura che non lascia spazio a compromessi, affiancata da un rock che continua a sfamarsi di country/blues, duro e crudo come lo è la vita nei primi anni del nuovo millennio. Tutto torna a periodi più o meno ravvicinati, fasi che l’uomo qualunque vive suo malgrado da vittima/spettatore e l’album racconta di prese di coscienza, declino e resistenza, con la voce della protagonista profonda, consapevole, mai arrendevole. Picchi di questo straordinario lavoro sono la country rock “Low Life”, il duetto con Mavis Staple su “So Much Trouble In The World”, il blues di “Black Tears”, il ritmo cadenzato di “Freedom Speaks e la conclusiva “W’ve Come Too Far To Turn Around” con Norah Jones alla voce e al piano, senza tralasciare l’intensa title track. La band che ha suonato sull’album vede Brady Blade alla batteria, David Sutton al basso, Doug Pettibone e Marc Ford alle chitarre. Prodotto dal marito di Lucinda Tom Overboy, in collaborazione con Ray Kennedy, “World’s Gone Wrong” illumina questa prima metà del nuovo anno, regalo gradito da uno dei personaggi più significativi del rock americano cantautorale, da avere.
PS. Leggi qui la nostra recensione del precedente album “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road”.
