Dopo l’esplosione di “K” del 1996, già con il secondo “Peasants, Pigs & Astronauts” di tre anni dopo, gli inglesi Kula Shaker, avevano visto scendere in modo drastico il loro peso specifico nella scena del rock britannico, tanto da fare rare apparizioni discografiche negli anni successi, fino a ritrovarsi, spinti dall’effetto nostalgia, negli anni Venti a dare continuità al progetto, con ben tre dischi in quattro anni, tanti quanto quelli pubblicati nei precedenti ventitré. Anche per questo nuovo lavoro, la band del chitarrista e cantante Crispian Mills, si affida all’idea originale, ovvero rock psichedelico misto a influenze indiane, a dire il vero non più troppo esposte. Nonostante ciò la formula funziona ancora, soprattutto in concerto, mentre tra le mura di uno studio, l’effetto viene in qualche modo attutito. Tuttavia “Lucky Number”, i singoli “Good Money”, “Broke As Folk”, “Charge Of The Light Brigade”, “Be Merciful” e la title track, sono pezzi che racchiudono l’intera idea del mondo Kula Shaker che, nonostante gli anni trascorsi e quel suo guardare ai Sixties, suona ancora piacevole. Il rock etnico dei Kula Shaker non ha più la forza di stupire di un tempo, ma resta pur sempre una boccata d’ossigeno in un panorama spesso poco incline al coraggio. Dimenticavo: il brano che preferisco è “Shaunie”. Un bel ritorno!
