Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo lavoro, conta otto album in studio ed una serie di collaborazioni importanti che in alcuni casi lo hanno portato fuori dalla scena blues.

Kirk Fletcher nasce cinquant’anni fa in California, ha dalla sua un curriculum che lo vede membro di band di un certo spessore come gli storici Fabulous Thunderbirds e i Mannish Boys e collaborazioni con Joe Bonamassa, Charlie Musselwhite, Robben Ford, Cindy Lauper e il nostro Eros Ramazzotti.

La sua carriera solista inizia nel 1999 con “I’m Here & I’m Gone”, per proseguire lungo questi ultimi ventisei anni con una serie di album che non si discostano dal blues classico.

Ottimo chitarrista e compositore, oltre che dotato di una voce nata per cantare il blues, Kirk rimane uno di quei protagonisti silenziosi del padre di tutti i generi, rispettato nel suo mondo, totalmente sconosciuto fuori da qualunque forma di rock che non abbia origine nel Delta.

Con un sound che dal blues sconfina in jam dal sapore jazzistico, il nuovo album intitolato “Keep On Pushing” risulta un vangelo per tutti gli appassionati di blues tradizionale.

Fletcher dà molta importanza al feeling più che alla tecnica e, tornato in forma dopo un ictus che lo ha colpito poco tempo fa, ci regala una raccolta di brani sanguigni ed  emozionanti, dove la cover di “It’s Love Baby” di Ruth Brown, dà inizio alle danze.

L’album mantiene quell’atmosfera tradizionale che è il suo punto di forza, grazie a tracce come “Blues For The Nighthawk”, strumentale da pelle d’oca, o “Every Dog Has Its Day” funky/blues da applausi in cui la voce di Fletcher brilla per intensità, così come la sua sei corde.

Se siete amanti del genere “Keep On Pushing” è un album da non perdere assolutamente, farete così la conoscenza con un pezzo da novanta del blues tradizionale odierno.