Proveniente da una famiglia storica per quanto riguarda il blues e più precisamente il Mississippi Hill Country Blues, Garry Burnside firma il suo esordio nello stesso giorno in cui suo nipote da alle stampe “Hill Country Blood” anch’esso un esordio per la stessa etichetta, la Strolling Bones Recs.

Garry Burnside, figlio del leggendario bluesman RL Burnside si può di certo considerare un discendente nobile della grande famiglia dei musicisti blues della scena.

Fino ad oggi era stato impegnato in varie collaborazioni che lo avevano visto accompagnare padre e fratelli, i North Mississippi All Stars e Bobby Rush tra gli altri e ora giunge il momento di esordire con un lavoro tutto suo che ha nella title track “It’s My Time Now”, uno dei suoi momenti più intensi.

Sono della partita Andrea Stanton alla chitarra ritmica, Pinky Pulliam al basso e Avery Dilworth alla batteria, con Burnside alle prese con la chitarra solista e il microfono.

L’album è una buona scusa per ascoltare del blues d’autore, dove l’importanza della sei corde è vitale, protagonista assoluta di molte jam strumentali che valorizzano l’album e che sconfinano fuori dai territori classic blues per abbracciare l’improvvisazione, che lascia un retrogusto jazz rock in alcuni passaggi.

Sono bellissime e sorprendenti parentesi di un album votato al blues, dove il rock è lasciato ad un chitarrismo hendrixiano anche se più soft di quello del leggendario chitarrista di Seattle.

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.