Oggi parliamo di una delle maggiori interpreti del blues europeo, Ana Popovic.
Alle soglie dei cinquant’anni, con un tumore al seno combattuto con tenacia, la chitarrista e cantante serba nata a Belgrado nel 1976 torna sul mercato con un nuovo album intitolato “Dance To The Rhythm”.
La sua discografia è iniziata sul finire degli anni novanta, superando abbondantemente la doppia cifra e arrivando con questo nuovo lavoro a una nuova partenza, specialmente dopo i problemi di salute avuti poco tempo fa e la voglia di lasciarseli alle spalle, prima di rimettersi al lavoro grazie a Buthel Burns, bassista e direttore musicale del progetto.

Grinta da vendere e una personalità nel canto e nel suonare la sua Stratocaster debordante hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro che, ricordo, arriva dopo il bellissimo “Power” da molti considerato il lavoro più riuscito nella lunga carriera dell’artista serba.
Come ci ha abituato da anni, il sound si riempie di colori e ritmi dei più disparati, una raccolta di brani che (a parte la cover “50 Ways To Leave Your Lover” di Paul Simon) muove i suoi passi nel blues dai ritmi soul e funky, da una sezione fiati presente e protagonista (Jordan Carr alla tromba, Evan Knight al sax e Brett Lamel al trombone) e una chitarra che, pur suonata con grande talento, si mette al servizio di brani pensati per smuovere corpi e distogliere menti.
E così dalla title track in poi è un susseguirsi di hits, con una Popovic che non si risparmia nel dare alla sua voce toni e umori diversi, mentre la ballad “Dwen On The Feeling” spezza il ritmo incalzante della prima parte dell’album.
I ritmi latini di “Soulution” con una chitarra che sembra uscita da una jam di Santana, riprende il discorso interrotto, lanciando l’opera verso il suo finale con una doppietta di appassionante soul funky rock, “Hottest Ticket In Town” e “Sisters And Brothers”.
Sono della partita, oltre al fido Buthel Burns, Colonia Calhoun Burns ai cori, Michele Papadia e Jeremy Thomas alle tastiere, Chris Coleman e Donnel Spencer alla batteria per un ritorno assolutamente convincente.
