Brody Buster incarna il prototipo del bluesman: eroe, leggenda, mito, ma anche perdizione, tossicodipendenza e disincanto.
La copertina del suo nuovo album intitolato “Redemption” non è solo un disegno formato da ottanta piccoli quadratini raffiguranti un’immagine, ma anche la storia della sua vita, ad oggi incanalata sui binari della stabilità e della redenzione.
Il suo ottavo album, l’ultimo in sei anni torna a far risplendere il talento di quello che prima di tutto è un sensazionale armonicista e un cantante dal tono che racconta tanto di lui e del blues.
La sua armonica è protagonista in nove brani che non lasciano tregua, racconti e sunti di vita vissuta, un po’ come l’altro grandissimo interprete dello strumento Jason Ricci (il suo ultimo album lo trovate recensito su Back In Rock, ovviamente).
Considerato da B.B. King in persona “uno dei migliori armonicisti del nostro tempo”, Buster questa volta lascia ad una vera band il compito di accompagnarlo in questo ultimo viaggio sonoro.
Sono dunque della partita ond alla batteria, Nicole ai cori, il grandissimo Jackie Myers all’organo, Terry Dry al basso, Howard Mahan alla chitarra e Jacque Garoutte che, oltre a produrre l’album suona basso e la chitarra.
Blues tradizionale, comandato a bacchetta dall’armonica, assoluta protagonista dei brani con organo e chitarra solista che litigano per un posto al sole e se ne escono con prove gagliarde, mentre “Redemption” dopo poche battute sposta gli equilibri dai testi alla musica, assolutamente di livello.
Non c’è un solo brano che non prenda alla gola e al cuore, perché l’album è baciato da una vena compositiva clamorosa.
Mettetevi comodi ed ascoltate le varie “Can You Hear Me”, “Working For The Devil” o “Protection Of Your Affection” e poi ditemi se qui non si fa blues come se non ci fosse un domani; sanguigno, esaltante, tragico, vero… Blues on !!!
