Facciamo un passo indietro: i The Cold Stares lo scorso anno pubblicarono “The Southern” (la recensione la trovate ovviamente su queste pagine), album che arrivava dopo il successo del precedente “Voices” e che vedeva la coppia Chris Tapp e Brian Mullins abbandonare la formazione a due per farsi aiutare dal basso di Brice Klueh.
La band, diventatò così un consolidato trio, diede alle stampe il settimo lavoro e confermò l’ottima scelta aumentando il groove e portando il proprio sound a un livello superiore in quanto a feeling e potenza.
Era già in previsione un secondo capitolo che puntualmente arriva sulla scena rock americana come un fiume in piena, travolgendo tutto e tutti a suon di southern/heavy blues, tremendamente efficace e radiofonico il giusto per pescare nuovi ascoltatori in giro per il mondo.
Chiariamo subito che il sound non assomiglia neppure lontanamente a quanto fatto dai gruppi hard rock a stelle e strisce degli ultimi anni.
“The Southern Pt, 2” è un pesante macigno formato da una lava incandescente di rock blues, dove il southern alza la febbre di rock’n’roll, le ritmiche sono al 100% hard & heavy e il groove a tratti impasta la bocca di melensa fangosità stoner.
Sono cambiati non poco dai primi anni i The Cold Stares e brani come “Evil Eye”, il singolo “Hard To See”, la settantiana “The Neighborhood” dimostrano lo stato di forma del gruppo e la ormai consolidata reputazione conquistata oltreoceano.
“The Southern Pt, 2” riesce nella non facile impresa di essere ancora più potente e diretto del suo primo capitolo, fatelo vostro senza alcun dubbio, non ve ne pentirete.
