Non fatevi ingannare dal monicker, i Paralyzed con sonorità metalliche non hanno niente a ache fare.
Il loro sound affonda le radici negli anni sessanta, per essere precisi nella seconda metà di quel decennio, sconfinando poi negli anni settanta.
Il loro modo di interpretare quel rock è però potenziato da un approccio che porta a pensare ad un incrocio tra The Doors e Kyuss, tra classic rock e stoner, tra le spiagge californiane e il deserto della Sky Valley.
Ne esce una piccola bomba intitolata “Rumble & Roar” dove il quartetto tedesco gioca con psichedelia, blues, desert rock e stoner.
Partendo dalla voce potente, grezza e doorsiana di Michael Binder, i Paralyzed ci invitano in un trip senza via d’uscita, prendendoci per mano ed accompagnandoci tra il vento caldo e la sabbia bruciata dal sole del deserto.
“Machine With & Soul”, la devozione per la band di Jim Morrison nella splendida e pericolosa “Rosies Town”, il rock’n’roll potente e stonerizzato di “White Paper” il blues di “Leave You” che diventa sporco e potente in “Heavy Blues” come il titolo non lascia spazio a dubbi ed infine la danza sinuosa e rituale di The Witch”, fanno di questo lavoro un piccolo gioiello vintage assolutamente da non perdere.
I Paralyzed sono Michael Binder (voce e chitarra), Caterina Bohner (organo e chitarra), Philipp Engelbrecht (basso) e Florian Thele (batteria), ne sentirete parlare e vi rimarrà il dubbio che qualcuno ve ne aveva già sottolineato la bravura.
Si, eravamo noi di Back In Rock.
