J.Isaiah Evans, per anni frontman dei 40 Acre Mule, licenzia questo nuovo progetto chiamando Matthew Vasquez all’organo e Spud Crowley alla batteria e i tre registrano in analogico e in presa diretta questo terremoto rock’n’roll intitolato “Americana Radio”.

Una bomba dove chitarra, organo e batteria, con la voce roboante di Evans, danno vita ad un sound potente e diretto, ispirato sì al rock/blues/soul degli anni sessanta, ma violentato da potenti e sguaiate soluzioni garage rock in un delirio di vulcanici suoni tastieristici.

Non ci sono pause né timori, in “Americana Radio” si maltrattano strumenti, mentre il blues prende il comando delle operazioni (“Hat In Hand”) quando il resto della compagnia si distrae, dopo averci preso a pugni nello stomaco con “Let’s Rock” e “Up To No Good”.

La tilte track è una country rock song in versione rock’n’roll, irriverente, straordinariamente scatenata, una vera perla.

“Pullman Porter Blues” è un Texas blues cadenzato che non fa prigionieri, con l’organo che affonda nell’andamento del brano come un coltello nel burro, mentre la voce richiama i rockers anni cinquanta, un capolavoro.

Pur mantenendo una componente retrò (i riferimenti a leggende come Muddy Waters, Bo Diddley o Chuck Berry sono palesi) l’album è talmente potente e “power” da risultare perfettamente inserito in questo nuovo millennio. Fatelo vostro senza riserve, per il sottoscritto si tratta di uno degli album dell’anno senza se e senza ma.