“The Sun Experience” è molto più che un semplice album da archiviare dopo relativo tour e nuove idee da mettere in musica per un seguente lavoro, bensì è un sogno che si avvera, una magnifica prima volta e la forte consapevolezza del raggiungimento di un traguardo dove nessuno era ancora riuscito ad arrivare.
“The Sun Experience” è il nuovo album dei Sacromud, band partita da Gubbio per arrivare davanti alla porta dei “Sun Recording Studios” e registrare sette perle musicali racchiuse nello scrigno del blues .
Quasi diecimila chilometri separano Gubbio da Memphis in Tennessee, dove neanche troppo metaforicamente il gruppo capitanato dal chitarrista Maurizio Pugno ha respirato i profumi del grande fiume, ha fatto propria la magia dei luoghi e, rapito dalla leggenda, ha dato vita a qualcosa di unico, anche solo per essere la prima band italiana a registrare un album tra quelle mitiche stanze.
Con Raffo Barbi alla voce, Franz Piombino al basso, Alex Fiorucci alle tastiere, Riccardo Fiorucci alla batteria e la The Cape Horns ai fiati (Mirko Pugno alla tromba, Lorenzo Bisogno al sax tenore, Andrea Angeloni al trombone e Cesare Bedini al sax baritono), i Sacromud arrivano quindi al loro terzo album in studio (oltre al live “Gubbio To Memphis, The Overground Suite” dello scorso anno) e si superano andando a registrare dove tutto è nato o quasi.
Si tocca con mano la leggenda, si percepisce tutto intorno l’aura lasciata da Elvis Presley, B.B.King, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Howlin’ Wolf e Roy Orbison, quei maestri che hanno tracciato la via seguita dal gruppo umbro che, senza lasciare nulla al caso, ha anche documentato il tutto per un supporto video di prossima uscita.
Il sound di questi sette brani si perde negli spartiti del blues e del soul, del rock e del funk, con una “The Mule” che apre le danze (già apparsa sul primo album della band intitolato “Resized ed uscito nel 2021) e che mi ha ricordato la Altered Five Blues Band dell’immenso (in tutti i sensi) Jeff Taylor, con il soul funk della splendida “Symmetry” ed il capolavoro “Pray For Me”, sanguigno ed emozionante blues che i musicisti interpretano quasi fossero impossessati dalle presenze che aleggiano negli angoli bui degli studios, custodi di cotanta leggendaria atmosfera.
Un disco bellissimo che non può mancare nella collezione degli amanti del padre di tutti i generi, complimenti.
